Stanno letteralmente facendo la storia della musica italiana nel mondo, i Maneskin. E non contiamo più le ospitate di prestigio che hanno visto protagonisti Damiano, Victoria, Ethan e Thomas negli Stati Uniti. L'ultima a The Voice, dove si sono esibiti in un live incredibile. E poi ancora i Grammys, gli EMA, gli American Music Awards 2021. E chi più ne ha più ne metta. Stanno sbancando con le loro canzoni, questi quattro ragazzi romani. Ma non solo: la rivoluzione rock la stanno facendo soprattutto con le loro parole, i gesti, le attitudini. E con la naturalezza che deriva dalla consapevolezza di essere liberi.

Negli anni, Damiano David e Victoria De Angelis, spesso voci narranti della band, hanno aperto dibattiti su terapia psicologica, discriminazione di genere e sessuale e valore dell'unicità, diventando insieme a Ethan e Thomas punto di riferimento inclusivo per un'intera generazione. Le frasi di Damiano sulla percezione che le persone hanno di lui - legate ai look che indossa, allo stile fluido creato su misura per lui da Gucci - anche e soprattutto rispetto a Victoria sono in questo senso emblematiche.

In un'intervista del 2021 con Vanity Fair, Damiano ha commentato il trattamento diverso che, a parità di successo e bravura, viene applicato alla collega Victoria. In quell'occasione aveva detto:

"Se io faccio tanto sesso sono un figo e Vic una puttana; se io mi mostro forte sono un leader e Vic una dispotica e rompipalle. Lei ha successo solo perché è bona"

Confermando una tendenza sessista che aumenta il gender gap e il maschilismo imperante, in quell'intervista aveva continuato: «Da maschio sono privilegiato, le molestie che subisco non sono paragonabili a quelle che vive una donna, i commenti sulla mia estetica sono incentrati solo sulla mia estetica e non vanno a insinuare nulla sulla mia professionalità e la mia competenza». Non è così per le donne, la sua collega Victoria in prima linea.

In un'altra intervista con Variety, è stata la stessa Victoria a commentare come il pregiudizio sui look spesso influenzi quello sul loro lavoro e la loro musica. Per lei vale un unico mantra:

"Ce lo diciamo sempre tra di noi, nessuno deve cambiarci o dirci quello che dobbiamo fare o essere."

Victoria è forse il simbolo più lucente del fenomeno Maneskin. Prima donna italiana ad essersi esibita sul palco degli MTV Europe Music Awards, ha parlato apertamente della sua bisessualità in un'intervista (sempre con Vanity Fair) che è diventata una sorta di manifesto liberale.

"Quando per la prima volta ho provato sentimenti e attrazione per una ragazza è stato un po’ disorientante perché non avevo mai avuto il coraggio di andare oltre le limitazioni che avevo imposto a me stessa. Per la società essere eterosessuali è la norma. Poi però ho imparato a vivere la mia sessualità in maniera molto naturale e libera, come dovrebbe poter essere per tutti."

Quando hanno presentato il singolo Mammamia al mondo nell'ottobre 2021, la band aveva raccontato che nella canzone c'era molta ironia, oltre che sano orgoglio italico. Damiano, ancora una volta, aveva ribadito che gusti personali e sessuali non possono in alcun modo interferire nel giudizio su persona. «A volte si hanno preferenze che altri possono trovare strane, ma che per te vanno benissimo. Le persone vedono le cose che stai facendo, e le impressioni altrui possono essere diverse da quello che pensi tu». Victoria aveva rilanciato: «Non ci preoccupiamo di quello che pensano gli altri. Proviamo a essere soddisfatti di noi stessi, non è possibile piacere a tutti. Ci concentriamo su quello che vogliamo noi, sappiamo che non tutti possono essere sempre contenti».

L'ultimo grande dibattito aperto dai Maneskin è quello sul benessere mentale. Ancora una volta è stata Victoria, emblema di questa rivoluzione e vittima in passato di attacchi di panico, a svelare a Elle il dark side che campeggia nella mente di ognuno di noi. E come illuminarlo. Almeno per un po'.

"Ero una ragazza spensierata, a 14 anni mi sono ritrovata a non voler più uscire di casa, ho perso un anno di scuola. C’era qualcosa di rotto in me e non sapevo come ripararmi. Prima me ne vergognavo, ora non ho più bisogno di nasconderlo. Ne sono uscita grazie a una terapia, alla famiglia e agli amici, ma è comunque da sola che impari a gestire certe voragini”.