Vedere salire i Maneskin sul palco di Las Vegas dove, di lì a poco, si sarebbero esibiti i Rolling Stones è stata una grande soddisfazione, quasi come se lì accanto a Damiano David, Victoria De Angelis, Ethan Torchio e Thomas Raggi ci fossimo stati anche noi. Dopo anni di gavetta la band romana “nata” a X Factor ha toccato il cielo con un dito realizzando il sogno di una vita: incontrare gli Stones, una delle rock band che hanno fatto la storia della musica, le cui canzoni (5 anni fa) hanno fatto prendere in mano per la prima volta gli strumenti a quelli che di lì a poco sarebbero diventati i Maneskin.



Dopo la vittoria all’Eurovision Song Contest con Zitti e buoni i cinque ragazzi romani hanno raggiunto una serie di traguardi che nessun altro artista italiano era stato in grado di ottenere prima, passando dallo svettare in cima alle classifiche di tutto il mondo all'essere ospiti in programmi cult come il Tonight Show di Jimmy Fallon (uno dei più visti d’America) o l’Ellen DeGeneres Show, dove i Maneskin si esibiranno proprio oggi. Senza contare poi il duetto sulle note di I wanna be your slave realizzato al fianco di un’icona come Iggy Pop così come la candidatura a un American Music Awards nella categoria Favorite Trending Song con il brano Beggin, fino ad arrivare all’apertura del concerto dei Rolling Stones dei giorni scorsi, conclusosi con i selfie dei Maneskin al fianco di Keith Richards e Mick Jagger. «Che notte, grazie Rolling Stones! È il miglior ricordo di sempre» ha scritto sul proprio account Instagram il gruppo capitanato da Damiano che, davanti ai 60 mila spettatori di Las Vegas, non ha sfigurato, dimostrando ancora una volta di meritare tutto il successo ottenuto fino a oggi.

Un successo che vale doppio quello dei Maneskin, poiché ottenuto contro i tantissimi pregiudizi che hanno accompagnato la carriera della band di Mammamia, inizialmente additata di essere il prodotto di un “talent show” e quindi, come tale, di non avere né contenuti né il talento per poter sfondare (o anche solo un futuro nel mondo della musica), poiché troppo attenta al look e alla propria immagine. Come dimenticare poi le tante cattiverie piovute sui quattro componenti del gruppo a causa del loro atteggiamento fluido nei confronti della propria sessualità, la cui libertà di espressione così come di vestirsi o di apparire è stata molto criticata, esattamente come i loro outfit gender free esibiti con orgoglio anche in occasione della Gucci Love Parade. Un messaggio, quello del «be yourself» che i Maneskin portano avanti da sempre infischiandosene altamente di ciò che dicono o pensano gli altri.

«Se sei un maschio vieni educato a giocare a pallone, a metterti le sneaker, ad amare le donne, ma non è per forza così. Oggi se ne parla, e più se ne parla meglio è, finché non ci sarà più bisogno di parlarne perché essere come si vuole diventerà la normalità», ha spiegato Damiano David nel corso di un'intervista ribadendo con forza che le etichette non devono più esistere e che, in occasione dell'Eurovision, avevano provato a cucirgli addosso con il classico stereotipo del rocker tutto «sesso, droga e rock and roll». Già, peccato che il 22enne ai vizi e agli eccessi preferisca la normalità e la lucidità, dimostrando con i fatti (ovvero con un test antidroga), non solo che i pregiudizi che stavano nascendo nei suoi confronti erano del tutto immotivati, ma anche che il rock nel corso degli anni si è evoluto trasformandosi radicalmente.

Se un tempo infatti essere dei rocker significava essere devoti ai vizi più torbidi, oggi Damiano e compagni ci insegnano che si può anche salire sul palco e aizzare le folle con riff graffianti e inebrianti (strizzati in tutine in latex e con il trucco sugli occhi) senza bisogno di cadere vittime di alcool e droga, restando i bravi ragazzi conosciuti sul paco di X Factor nel 2017. Perché come ci insegnano i Maneskin essere sé stessi paga e le cattiverie della gente non devono mai fermarci dall’inseguire i nostri sogni, poiché nessuno ha il diritto di dirci cosa possiamo dire, fare o indossare, come hanno provato a fare anche con Damiano, Victoria, Thomas e Ethan, mai come oggi fieri di aver proseguito per la propria strada senza dare retta a nessuno, rimanendo coerenti solo a sé stessi. Perché se«la gente purtroppo parla, non sa di che cosa parla...».

Ti è piaciuto l'articolo? Iscriviti alla nostra newsletter per ricevere gli articoli di Cosmopolitan direttamente nella tua mail.

ISCRIVITI QUI