Stravolgere o evolversi, questo è il problema. Arriviamo subito al nocciolo della polemica: Rachel Zegler è stata annunciata dalla Disney come protagonista del live action di Biancaneve e i sette nani e in tanti, troppi, si sono sentiti offesi dalla scelta di arruolare un’attrice latina per l’eroina descritta nella favola dei fratelli Grimm con "i capelli neri come l’ebano, le labbra rosse come il sangue e la pelle chiara come la neve". Se sull'ipotesi di censura del bacio tra Biancaneve e il Principe perché "non consensuale" abbiamo annusato un’esagerazione del politically correct, in questa polemica facciamo davvero fatica a vederci del marcio.
Anche perché Rachel Zegler, 20 anni, origini colombiane è una degli astri nascenti di Hollywood: dopo aver mostrato il talento sul suo seguitissimo canale Youtube (sono 11 milioni le visualizzazione per la sua cover di Shallow di Lady Gaga), è stata scelta da Spielberg in persona per vestire i panni di María nel suo West Side Story in uscita a dicembre. Inoltre, avrà "un ruolo segreto" nell'attesissimo Shazam! Fury of the Gods diventando "la seconda colombiana ad essere scelta per un progetto di supereroi DC". Le carte in regola per fare bene ci sono, ma a quanto pare il colore della sua pelle non sarebbe consono per interagire con i sette nani e rappresentare la principessa Disney, le sue origini colombiane sarebbero uno stravolgimento imperdonabile della trama originale. A intervenire nel dibattito è stata anche la stessa attrice che, su twitter, ha scritto (per poi cancellare), "Sì, sono Biancaneve. No, non mi sto sbiancando la pelle per il ruolo".
"Un'inclusione forzata" e "un'immagine snaturata" per accontentare i perbenisti: questa l'accusa più gettonata che aveva travolto anche Halle Bailey nei panni di Ariel nel live-action de La Sirenetta (#NotMyAriel e #NotMyMermaid gli hashtag della protesta), che sinceramente, anche se fosse, può solo fare del bene. I cambiamenti molto spesso vanno aiutati e incentivati, anche se all’inizio possono sembrare macchinosi o forzati, perché scardinano secoli e secoli di tabù e stereotipi. Welcome Rachel!












