Se c'è una cosa che non si può negare è quanto Achille Lauro abbia sviluppato il gene del trasformismo, di come sappia reinventarsi costantemente riuscendo a essere sempre credibile e innovativo: dal rap underground al punk, dalla trap al rock, sempre con la capacità di saper trasmettere un profondo senso dell'arte senza briglia alcuna che è una rarità assoluta e fondamentalmente il "segreto" (di Pulcinella) del suo successo. L'acme a Sanremo con quel Me ne Frego reso iconico dal genio di Alessandro Michele che fatto la storia della kermesse alzando l'asticella del significato più puro e moderno di “spettacolo”. Poi 16 marzo, Bam Bam Twist (twist), Maleducata e un successo dietro l'altro. Essere Achille Lauro inizia a essere davvero impegnativo. "Sono ossessionato dal creare: vivo da due anni tra studi e cantine, non dormo fino alle 7 del mattino e un giorno mi dirò che avrei dovuto vivere di più. Però con la scrittura mi sono autoanalizzato e curato", ha detto a Il Corriere della Sera parlando del suo lockdown e il parallelo con lo sfogo/liberazione di Cesare Cremonini è d'obbligo.

Achille Lauro all'anagrafe Lauro De Marinis, classe 1990, nell'intervista rilasciata in occasione dell'uscita della sua ultima fatica, l'album 1920, progetto in tandem con la Untouchable Jazz Band che contiene tre canzoni inedite, tre cover e due riletture di suoi brani (e tante paillettes+black swing+vestiti gessati+mitragliette+Grande Gatsby), torna a parlare della sua ossessione per la sperimentazione. "Ogni giorno mi viene a noia quello che ho fatto il giorno prima e allora cambio": non fa una piega. "Il rap scimmiotta un atteggiamento che è molto vivo nelle periferie", ha risposto invece alla domanda del giornalista sul genere "iper machista e poco rispettoso delle diversità", cit, "le amo perché sono pregne di arte, quelle facce della gente per dirla alla Pasolini, ma ci sono ancora nuclei di scarsa istruzione e cultura dove la discriminazione prolifera".

E poi, "La mia generazione è diversa, aperta, globalizzata e si inizia a non vedere più la diversità di genere. Viviamo ancora di stereotipi pericolosi. Bisognerebbe chiedere cosa significhi la libertà ai nostri nonni che hanno combattuto per averla quando non c’era". Quanto ci piace Achille Lauro, in tutina o completo gessato poco importa, quanto ci piace Achille Lauro sempre.