Leo Gassman è stato ospite a Che tempo che fa da Fabio Fazio nella puntata dell'1 marzo e, dopo essersi esibito con la canzone Vai bene così con cui ha trionfato a Sanremo 2020 tra le Nuove Proposte, ha parlato dei suoi progetti futuri, tra tour in partenza con alcune date ancora da definire e una strada che incomincia a definirsi nel mondo della musica con più precisione. Della sua canzone, su cui Fabio Fazio gli ha chiesto se parlasse di accettare i propri fallimenti, ha detto:
"È stata una canzone che ho scritto in un momento in cui sentivo il bisogno di sentirmi dire quelle parole. Dopo averla scritta ho pensato che sarebbe stato bello portare questo messaggio alle persone, perché penso che tutti nella vita affrontino dei momenti in cui non si sentono mai abbastanza".
A lui, 21 anni e un cognome che fa molta eco tra il padre Alessandro Gassman e il nonno Vittorio, deve essere capitato di "non sentirsi mai abbastanza": ci saranno stati momenti in cui non è stato facile superare il peso dell'eredità artistica che si porta sulle spalle (e nel DNA).
Leo Gassman, quando una famiglia che fa eco è il tuo sprone, e non un paragone difficile da gestire
Appartenere a una famiglia di artisti deve avere qualche controindicazione, perché il paragone lo hai sempre di fronte agli occhi e potrebbe sembrare una montagna difficile da scalare e valicare, non tanto per livelli di fama da raggiungere, quanto per soggezione e timore di qualcosa che appare insuperabile. Della difficoltà derivata dal confronto, Leo Gassman non ha fatto mai troppo mistero, fin da quando si è presentato alle Audition di X Factor nel 2018:
"Io sono cresciuto in una famiglia di persone felici. Mi hanno mostrato i lati belli della vita, e mi reputo molto fortunato. Però è come se avessi dentro un ego che deve uscire, per sfogarmi e alleggerirmi. Voglio dimostrare a me stesso di potere capire la mia strada, e crearmi un qualcosa di mio".
Leo Gassman, infatti, è figlio dell'attrice Sabrina Knaflitz e dell'attore Alessandro Gassman ed è nipote di Vittorio Gassman, che ha fatto la storia del cinema italiano con film come I soliti ignoti o Il sorpasso. La famiglia dunque è giunta alla terza generazione, ma Leo Gassman ha cambiato ambito artistico di riferimento, passando dalla recitazione alla musica, a cui il cantante ci è arrivato grazie anche alla passione e al sostegno di mamma Sabrina Knaflitz. Durante una delle conferenze stampa di Sanremo 2020, il cantante aveva detto:
"La mamma è la mamma, lei mi ha accompagnato per mano al provino al conservatorio, e lo passai. E lei, come anche papà, hanno sempre creduto in me: sono due genitori fantastici".
Alessandro Gassman in un'intervista al Corriere della Sera nel 2017 aveva detto del figlio "Non è un fighetto. È molto più serio di quanto non fossi io alla sua età" perché "studia, è più intelligente, fa sport, è appassionato di filosofia". Anche a Sanremo 2020 il papà si è mostrato grande fan della prima ora e questo fin dalla serata di inaugurazione di Sanremo, che si è aperta con l'esibizione delle Nuove Proposte in gara:
Il supporto famigliare non è mai mancato.
Leo Gassmam, DNA (e riccioli da cherubino) non mentono
Che Leo Gassman stia trovando la sua strada artistica sembra quindi evidente. Con la musica, inoltre, il paragone impegnativo sembra che ormai sia alle spalle. Nel suo caso, più che una difficoltà, potrebbe essere uno sprone che lo spinge a fare sempre meglio e con sempre maggiore passione, anche perché su quell'ambito i suoi predecessori non hanno detto molto. Il turno quindi è tutto suo.
Rimane il fatto che, tolta la recitazione che non è il suo universo, qualcosa di evidente a tutti ha comunque ereditato da papà e nonno. Tra le varie cose che possiamo sospettare, la nota più palese è la sua bellezza, che non è sfuggita a nessuno fin dalle sue prime apparizioni in tv ai tempi di X Factor. Le fan, infatti erano andate in un brodo di giuggiole per la sua esibizione a petto nudo. Rimanere insensibili era abbastanza difficile:
Oltre a quello ci sono anche i riccioli da cherubino, che sono suoi, di suo padre, ma anche di nonno Vittorio. Insomma, il tratto distintivo di famiglia c'è, che sia per l'arte nel sangue o per la pura bellezza.
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