"Mi sto pisciando sotto. Fino a un anno fa facevo le consegne da un cinese e lavavo i piatti". Di Massimo Pericolo ti innamori in un lampo, appena lo vedi entrare in studio a L'assedio di Daria Bignardi su Nove con quella t-shirt con scritto Criminali a caratteri cubitali e lo senti pronunciare parole che sul suo stato emotivo, per quell'intervista in diretta, vanno dritte come siluri. A lui bastano pochi elementi per farti arrivare subito il refrain sul suo approccio alle cose. Suona più o meno così "Sono questo, non mi nascondo dietro a nulla, non ti dico cose facili. Anzi". Quindi, se sei lì, stacce. E ascoltalo, perché ne vale la pena. Le premesse sono queste: non ha avuto una vita facile, non ci tiene per niente a girarci intorno e le sue canzoni sono un pugno in faccia ben assestato in cui racconta le sue esperienze, che poi sono quelle di altri come lui e "meno fortunati". Parla di una famiglia difficile, droga, spaccio, vita in carcere e depressione. "Penso di rappresentare la gente sfortunata, che magari nella vita ha avuto meno possibilità e meno vantaggi".
Massimo Pericolo da Daria Bignardi a L'assedio: chi è il rapper che parla di droga, spaccio, carcere e depressione
Daria Bignardi lo ha presentato come il rapper dai milioni di streaming, che ha vinto due dischi d'oro, che si sta affermando nella scena rap alla velocità della luce e di cui la Treccani ha analizzato i testi. È lì che Massimo Pericolo fa la differenza con una capacità di scrittura che racconta la realtà, anche più ruvida. La sua è una potenza che potrebbe turbarti per temi, perché di droga si parla e di carcere anche. Eppure. La verità è che il tuo orecchio si incolla, perché chi scrive e canta come lui (e non sono in tanti) sa come mettere a fuoco delle scene e buttarti dentro di schianto, anche solo con frasi che ti scombinano gli assetti logici. Tipo "Agitato come il lago che bagna la spiaggia" (NdR. la canzone Sabbie d'oro), ché ti chiedi esattamente se esiste la possibilità che il lago non sia calmo. Ecco. Lui, per farti un esempio di come abbia creato un immaginario, ha coniato il termine emodrill, che mette insieme la storia dell'"emo" con la parola "drill", che è un tipo di trap dai toni violenti perché in quel mondo è nato. Ne ha slittato il senso su un livello più intimo ed è stato il modo per sintetizzare la capacità di far emergere l'emozione cattiva, perché non sempre quella predisposizione d'animo ha accezione positiva, e va descritta con toni duri, rabbiosi, un po' torbidi. Un po' come quell'acqua del lago.
Nell'intervista durante il programma L'assedio, cominciato con la sua prima puntata il 16 ottobre 2019 su canale Nove (canale del gruppo Discovery Italia al tasto 9 del telecomando), alle 21:25, Massimo Pericolo ha parlato di molte cose: della sua famiglia disunita, del fatto che la scuola proprio no, della vita da spaccio ché le bollette erano da pagare, dell'esperienza in carcere e della sua terapia con gli psicofarmaci per uscire dalla depressione.
"La mia famiglia non è unita, sono cresciuto con mia mamma, tanti traslochi, non avevamo soldi. Lei non trovava lavoro e io niente scuola. Vivevamo in una stanza e non avevo tanta voglia di stare a contatto con lei".
"Mi hanno arrestato per spaccio di marijuana. Lo facevo per soldi. A 17 anni sono uscito di casa e dovevo vivere. Era una necessità, non era per avere il vestito figo o farmi la serata. Era proprio per pagarmi le bollette. Quando avevo 18 anni non era facile trovare lavoro. Dopo il carcere l'ho cercato e l'ho trovato, prima era più raro. In cella sono stato 4 mesi, poi il resto ai domiciliari. Un anno e 7 mesi in totale, con lo sconto di pena".
E sul carcere ha continuato:
"Prima del carcere sapevo a cosa andavo incontro, ma non avendolo mai subito, pensavo fosse giusto punire con il carcere chi era un pericolo per gli altri, chi ha ucciso, chi ha stuprato. Dopo ho capito una cosa: quanto sia sbagliato giudicare una cosa sugli altri senza prima averla provata su di sé. Non puoi comprendere l'azione di una persona senza avere provato le stesse emozioni. Le misure detentive non sono umane, non servono a niente, se non a fare male alle persone. Ci sono misure nel mondo più umane, anche meno, però in generale è più utile aiutare che punire".
E della depressione:
"Sì, ho avuto la depressione. Sono stato in terapia farmacologica quasi un anno. Ora meglio. Man mano che succedono cose belle nella vita di una persona depressa, il cervello cambia modo di funzionare. La depressione è il cervello che funziona male. Ci ho messo tanto a decidermi a prendere le medicine, perché c'è del terrorismo psicologico sugli psicofarmaci. A me, con il dottore che mi ha prescritto la terapia, hanno fatto bene".
E infine della sua arte:
"Scrivo da quando sono piccolo, da sempre. Quando ho visto le prospettive azzerate dall'arresto, mi sono deciso a farne un lavoro. Ho sempre avuto bisogno di esprimermi e di mostrare me stesso, il rap è stato il mezzo artistico più adatto perché ho vissuto tante esperienze negative. Ho sempre letto tanto e la scrittura l'ho sempre utilizzata. Se fossi nato ricco e con la camicia, magari avrei viaggiato e scritto dei miei viaggi. L'arte per me è stata un'alternativa. Ho avuto la fortuna di arrivare alle persone descrivendo anche cose brutte. Se non avessi avuto un talento, sarei rimasto su quella strada".
Massimo Pericolo infine ha parlato di come nelle sue canzoni alcune frasi siano perfette per dire che lui non ci tiene a mostrarsi diverso da quello che è:
"La frase "Meglio vendere la droga che comprare views" (NdR. la canzone Sabbie d'oro) è un'iperbole su l'essere se stessi, su l'essere veri. Vendere droga è la metafora della disperazione, della fame, della realtà, comprare views invece è metafora della finzione, dell'artista che trucca il suo successo. Si comprano visualizzazioni o si scrivono cose buoniste per piacere alla gente, e per fingere di essere buoni. Lo spacciatore è quello che è, anche nel male. È una provocazione, voglio essere sincero non finto. È chiaro che vendere droga abbia ripercussioni negative".
Massimo Pericolo e il kung-fu
Chi scrive, poi, lo ha visto durante un'intervista a FeST, il Festival delle serie tv che c'è stato a Milano nel weekend tra il 20 e il 22 settembre 2019. In quell'occasione a intervistarlo era stato Carlo Pastore e il panel aveva come filo conduttore il parallelismo tra la vita di Massimo Pericolo e quella di Jesse Pinkman, protagonista di Breaking Bad e del film spin-off El Camino. Anche lì lui era stato fantastico, con una claque personale che ti faceva capire quanto calore c'è intorno a lui che si presenta come un omone alto, spalluto e dagli zigomi forti.
Le sue caratteristiche distintive sono emerse forti e chiare pure lì. È un tipo asciutto e al cuore della questione ci arriva con 3 parole: non ti dà la sensazione di pesarle (e non lo fa), ma sono tutte perfette. Ha fatto parecchio ridere, ma non tanto perché lo volesse, ma perché è quell’abilità innata dei grandi comunicatori di barcamenarsi con semplicità tra picchi alti e bassi, va a fondo nelle riflessioni e poi risale con aneddoti al limite dell'assurdo e del comico. Ha parlato della sua passione per il kung-fu, del suo viaggio in Cina, del fatto che ormai lo possa insegnare per l'esperienza accumulata, che avrebbe potuto farlo ma poi è arrivato il carcere. Che dopo sarebbe stato un casino, perché chi ci riesce a fare il maestro di una disciplina del genere quando non ti senti esattamente uno che sa dare il buon esempio?! Ha detto che della sua vita di spaccio mica è orgoglioso, ma era la via più facile per lui, che non aveva la testa per studiare e che ha avuto una famiglia complicata. Quelli a cui è più legato sono i nonni, sono sempre stati loro il suo riferimento. E poi, per chiudere, ha detto che prima del carcere, quando giravano un po' di soldi e aveva un trilocale, ogni sera era party con gli amici. Dopo l’ennesima festa di 3 giorni però il suo unico obiettivo era sbattere fuori la gente e pulire. Sono cose che ti fanno sentire meglio.
L'assedio di Daria Bignardi va in onda il mercoledì su Nove alle 21:15. Puoi recuperare le puntate su it.dplay.com.













