Magari a letto è un mago, ma spera che alle prossime elezioni vincerà Trump, oppure è il ragazzo più dolce mai conosciuto, ma sostiene che l’aborto sia una forma di omicidio. Nel Regno Unito la ventiseienne Sally Galula ha raccontato a Glamour UK di un date con un uomo incontrato su Hinge. Si sentiva piuttosto ottimista al riguardo, finché lui non ha esordito dicendole «Spero che tu non sia una di quelle femministe», «Me ne sono andata prima di finire il mio primo drink», ricorda Galula. Non è che si possano trasformare le chat su Tinder in dibattiti sui diritti civili, ma il rischio, dopo aver controllato accuratamente che il match di turno non abbia i capelli unti e il birdwatching come unico interesse di vita, è quello di trovarsi al tavolo con uno che crede che «oggi quelli discriminati sono gli uomini». Questo è un problema e lo è soprattutto per la Gen Z che non ama i compromessi e tanto meno perdere del tempo che potrebbe impiegare a casa a fare skincare. Un recente sondaggio di Tinder, infatti, ha rilevato che il 71% dei ragazzi della generazione Z non uscirebbe con qualcuno con opinioni politiche diverse dalle proprie.
«Non potrei uscire con un conservatore», dice Lily, 28 anni, a Glamour UK, «semplicemente non credo di potermi vedere invecchiare con qualcuno che ha delle differenze ideologiche così grandi con me». Lo confermano anche i dati: secondo una ricerca statunitense di Innerbody il 60,5% degli intervistati ritiene che le divergenze di opinioni politiche tra partner siano un ostacolo, la maggior parte degli intervistati democratici esce con partner democratici (86,7%) e lo stesso fanno i repubblicani (84,4%). In Italia la politica è forse più sfumata, ma ci sono tremi, come i diritti riproduttivi o il matrimonio egualitario, sui cui i giovani non sono più disposti a chiudere un occhio. «La polarizzazione politica», spiega al magazine britannico la sociologa Briony Hannell, «e soprattutto l'ascesa di discorsi reazionari di destra che intraprendono una "guerra ai woke" - e quindi alle donne, alle persone LGBT, alle minoranze razziali, alle femministe e così via - ha reso questa pratica di screening politico prima di un appuntamento più consapevole ed esplicita».
Anche le app si sono adeguate: OkCupid ha una funzionalità che consente agli utenti di aggiungere un badge con la scritta "Sono pro choice" sotto il loro nome e la loro età da quando il dibattito sull’aborto negli USA si è fatto estremamente acceso,Tinder consente agli utenti di filtrare le corrispondenze in base alle convinzioni religiose e politiche e lo stesso vale per Match, Hinge e Bumble. Poi ci sono le dating app espressamente politiche: se vuoi un vero uomo eterosessuale convinto del valore che la propria mascolinità può apportare alla Nazione puoi cercarlo su Righter o, al contrario, provare con le app più progressiste (o presunte tali) come Lefty. Puoi anche chiudere un occhio e fare finta, ancora per qualche orgasmo, che il biondo appassionato di motocross con cui fai sexting tutte le sere non abbia una frase palesemente omofoba nella sua bio, ma prima o poi, sostengono i Gen Zener, dovrai comunque farci i conti. Nel mentre vale tutto: valgono le idee divergenti, vale una sana litigata politica prima del sesso, ma vale anche la vecchia regola del sex columnist Dan Savage che forse è un po’ tranchant, ma pur sempre utile per prendere le misure di questi tempi, specie se il tuo match condivide post di Milo Yiannopoulos e colleziona busti di dittatori nostrani: «Con i nazisti non si scopa».













