Capiamo cos'è l'agamia e perché sempre più persone la stanno scegliendo come modello di relazione libera. L'agamia è basata sul rapporto non matrimoniale che, sebbene sia sempre più accettato, richiede ancora molti sacrifici perché va contro gli standard che la società impone. L'agamia è un tipo di relazione diverso e opposto al sistema monogamico eteronormativo, ma anche a qualsiasi sua alternativa, e si basa sostanzialmente sul fatto che la coppia è una struttura non necessaria. Per questo motivo, la società e la vita dei suoi membri devono essere impostate sul loro disimpegno. Nerea Pérez de las Heras, co-conduttrice con Inés Hernand del podcast Saldremos mejores, sottolinea che il microfemminismo che gioca un ruolo importante nella sua vita è «la sostituzione della gerarchia delle relazioni e degli affetti che il patriarcato ci ha imposto, che mette la coppia eterosessuale al vertice di tutto. Ho messo le amiche donne al centro, come tribù, nucleo di sostegno e comunicazione», dice.
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I sostenitori dell'agamia affermano che l'amore, lungi dall'essere un sentimento, è diventato ormai un'ideologia che indica come dovrebbero essere le nostre relazioni. Di questa etica relazionale abbiamo parlato con Raquel Manchado, direttrice ed editrice di Antorcha Ediciones. «È una critica all'ideologia dell'amore: il fatto che non formiamo coppie non significa che non abbiamo relazioni o che non proviamo attaccamento o ammirazione. Si tratta di mettere in discussione, ad esempio, l'infatuazione, che non ci permette di razionalizzare e ci spinge a lanciare aspettative illegittime. È uno strumento per soggiogarci e per relazionarci male, mentre noi vogliamo relazionarci bene», spiega l'autrice.
Poiché l'amore o l'essere amati è culturalmente diverso per uomini e donne, e dato che l'immaginario comune instilla in noi l'idea di dover essere amati a tutti i costi, l'agamia si oppone a un modello di comportamento legato al parossismo, all'apice del processo morboso. «Cosa c'è da aspettarsi quando si sente qualcosa? Voler limitare i contatti con il mondo o la vita sessuale, voler essere il più importante per l'altro, e così via. È uno schema pre-scritto che si mette in moto dopo essersi innamorati. Ma se l'innamoramento è un sentimento, non dovrebbe provocare un meccanismo del genere. Più che altro, allora, si tratta di un quadro in cui incastoniamo la vita e le aspettative, non di un sentimento», afferma Raquel Manchado.
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Il peso dato all'idea di esclusività in una relazione amorosa ci educa ad aspirare all'utopia di scoprire il «vero amore». Tuttavia, questo amore, lungi dal portare con sé la felicità che promette, è in molti casi l'origine delle nostre sofferenze. In questo contesto, Aura García-Junco ha scritto El día que aprendí que no sé amar, in cui ci invita a ripensare gli schemi che mantengono la società divisa in un binarismo che oggettivizza l'altro. Abbiamo discusso con l'autore circa la diffusa disillusione che esiste nel campo delle relazioni. «Voler abbracciare un tipo di relazione che duri tutta la vita significa abbracciare l'irrealtà, perché le relazioni, nella maggior parte dei casi, finiscono. Tale consapevolezza, ora maggiormente diffusa rispetto al passato, ha che fare con il sistema economico e l'instabilità che propone, e con il capitalismo tout court, che non solo ci dà una serie di incertezze che prima non esistevano, ma che riflette la sua natura produttiva e alienante anche nelle relazioni interumane. D'altra parte tutto ciò è dovuto anche al femminismo, per cui non accettiamo più molte delle cose che prima ci facevamo andar bene, e gli uomini sono rimasti indietro rispetto a queste aspettative. Ne deriva un vuoto socio-culturale, una diacronia insanabile», spiega l'autrice.
Juliana Abaúnza, scrittrice di Series largas, novios cortos aspira a poter vivere in un mondo in cui trascorrere la vita senza un partner sia rispettato quanto vivere secondo un dualismo romantico. «Vivo l'agamia da prima ancora di conoscere l'esistenza del termine, e credo che l'amore romantico abbia molto da imparare. Tuttavia, non mi piace vivere la mia vita in modo assoluto. Conosco persone per le quali la relazione romantica, decostruita, discussa ed elaborata, è stata liberatoria e appagante. Quindi non oso dire cose come «nessuno dovrebbe mai essere in coppia e nessuno dovrebbe mai innamorarsi». Quello che dico è che, così come viviamo in una società che accetta le coppie e l'amore romantico, dovremmo vivere in una società che accetta anche l'essere single, l'agamia, l'a-romanticismo, la non-monogamia e qualsiasi forma di legame e di relazione che sia fuori dalla norma», spiega. L'autrice sottolinea che, sebbene la società consideri sempre meno l'essere single come un fallimento, esso è ancora visto «come qualcosa di raro, come uno stato passeggero e transitorio che a un certo punto verrà abbandonato».
Abbiamo già notato che il femminismo decentra il ruolo della coppia, soprattutto quando si tratta della coppia eterosessuale monogama. L'agamia, sebbene sia chiara sulla carta, non è facile da realizzare in una società che ci incoraggia ad avere un partner. Parliamo di questo problema con Aura García-Junco. «Le relazioni non devono essere qualcosa di così centrale, ma è più facile a dirsi rispetto a quanto accade effettivamente nella realtà, perché nella vita di tutti i giorni la coppia continua a essere l'unità minima e più importante nella vita delle persone». È necessario stabilire dei confini, perché l'inerzia vi porterà a seguire le tendenze più tradizionali e a portare il vostro partner al caffè che avreste preso con il vostro migliore amico. Se vogliamo davvero costruire una direzione diversa, dobbiamo porci dei limiti e iniziare a dare spazio e tempo di qualità agli amici, ai progetti comunitari, ai progetti di attivismo. Non è facile, non solo perché la nostra educazione e il nostro contesto ci dicono di andare verso il partner, ma anche perché il partner stesso, a volte, ci spinge verso una certa dinamica. L'agamia, dunque, richiede uno sforzo non indifferente, è come nuotare contro corrente», spiega, senza dimenticare che i social network influenzano, oggi, anche ciò che consideriamo una relazione ideale.














