Al di là delle etichette tradizionali, esiste un ampio spettro di identità che riflettono la complessità dell’esperienza umana. Ne abbiamo parlato con Shane Diamond, direttore della comunicazione di GLAAD (Gay & Lesbian Alliance Against Defamation), il quale ha spiegato: «Spesso si tende a confondere identità di genere e orientamento sessuale, ma si tratta di dimensioni distinte». Il genere riguarda il senso intimo e profondo di sé: un’identità che può, oppure no, corrispondere al sesso assegnato alla nascita. L’orientamento sessuale, invece, descrive l’attrazione romantica e/o sessuale: verso persone dello stesso genere, di genere diverso, o di ogni genere. «Nessuno dovrebbe sentirsi vincolato a una sola definizione o direzione», sottolinea Shae Harmon, terapeuta queer, «e per alcune persone, la scelta più autentica è non etichettarsi affatto». Mentre cresce la consapevolezza collettiva attorno alle molteplici sfumature dell’identità, si evolve anche il linguaggio per raccontarle. Comprenderlo è un passo necessario per combattere l’emarginazione e rafforzare le alleanze. Per questo abbiamo raccolto qui una guida che esplora le diverse modalità in cui le persone definiscono sé stesse, offrendo strumenti per un dialogo più inclusivo, preciso e rispettoso.
Orientamento sessuale
GAY
Chi è attratto da persone dello stesso sesso. «Tradizionalmente questo termine si riferiva solo agli uomini che provano attrazione per altri uomini, ma è diventato un’etichetta inclusiva che può essere usata da persone di tutti i generi che si identificano come parte della comunità LGBTQIA+», spiega Shae Harmon.
QUEER
Storicamente un insulto omofobo, “queer” oggi è termine omnicomprensivo che può includere tutte le identità e le esperienze LGBTQIA+.
OMNISESSUALE
Sperimenta attrazione per tutti i generi, ma, distinzione fondamentale rispetto alla pansessualità, il genere può ancora giocare un ruolo nell’attrazione. «Questo può includere una preferenza per alcune caratteristiche di genere, come l’androginia, la femminilità o la mascolinità», dice Harmon.
LESBICA
Tradizionalmente usato per descrivere le donne che sono attratte da altre donne, il termine è diventato più inclusivo e ora descrive chiunque abbia un legame personale con la propria femminilità e sia attratto da essa. «Per esempio, una persona non binaria potrebbe comunque essere lesbica», dice Harmon, «e anche alcuni uomini trans si identificano come lesbiche».
BISESSUALE
Un tempo si riferiva all’attrazione per uomini e donne, ma oggi può includere chiunque sia attratto da più di un genere.
PANSESSUALE
Attrazione per tutte le persone, al di là dell’identità di genere. Le persone pansessuali possono descriversi come attratte da anime, energie o individui, piuttosto che da persone di un genere specifico, andando così oltre le categorie binarie tradizionali.
ASESSUALE
Termine ombrello per molte identità: i cosiddetti «ace» provano poca o nessuna attrazione sessuale o la sentono solo in circostanze specifiche, come, per esempio, nella demisessualità, dove deve esserci un legame emotivo.
Identità di genere
TRANSGENDER
Persona la cui identità di genere non è in linea con il sesso che le è stato assegnato alla nascita e che può passare attraverso una transizione di genere. È l’opposto di cisgender, che descrive le persone la cui identità di genere si allinea con il sesso assegnato alla nascita, per esempio chi si identifica come uomo e gli è stato assegnato un sesso maschile alla nascita.
NON BINARIO
Termine ombrello per le persone che si identificano al di fuori del binomio maschio-femmina. Comprende identità specifiche come genderqueer, che ha radici nell’attivismo queer, e gender non-conforming, che significa non impegnarsi in ruoli, comportamenti ed espressioni stereotipate del proprio genere.
BIGENDER
Bigender è chi si identifica in due generi. Come specifica l’educatrice sessuale queer Tara Jones, «le persone bigender possono passare da un genere all’altro o possono identificarsi in entrambi i generi contemporaneamente».
PANGENDER
Chi si identifica come pangender, capisce di contenere molti, se non tutti, i generi. Come per i bigender, si possono sperimentare tutte queste identità contemporaneamente o fluttuare tra una e l’altra.
GENDERFLUID
Una persona il cui genere non è fisso e fluttua tra varie identità, cambiando nel tempo o a seconda della situazione. Questa fluttuazione è fondamentale in quanto anche le persone pansessuali, bisex o poligender contengono più generi, ma non passano da uno all’altro come nel caso della fluidità di genere.
POLIGENDER
Quando ci si identifica con più generi, ma non necessariamente con molti o tutti, ci si può considerare poligender piuttosto che pangender. Una persona poligender può anche identificarsi come genderfluid, a seconda del contesto.
AGENDER
“senza genere”. Questo termine è spesso usato quando non si ci sente di rientrare nei concetti tradizionali di genere o che la propria identità esiste al di fuori del genere, spiega l’educatrice sessuale queer Tara Jones.












