Insieme a quello dei cowboy, ampiamente illustrato da celeb come Bella Hadid e Beyoncé, c’è un altro mondo che si prepara a conquistare la primavera e l’estate 2024. Si tratta del Garden core, l’immaginario nato dall’attuale sentimento condiviso di ritrovare il benessere riconnettendosi con la natura tramite pratiche simili al giardinaggio, che sia per sdraiarsi su un prato per leggere un libro come un'eroina di Jane Austen o sporcarsi le mani e prendersi cura del proprio giardino o di un piccolo orto.

Protagoniste di questo universo sono le #GardenGirl, dal nome dell’hashtag che ha superato i 180mila post correlati su Instagram, mentre le ricerche alla voce «garden aesthetic» di Pinterest aumentavano mediamente del 34% ogni mese. Segue il punto di Cosmopolitan su questo nuovo trend che invita a vestirsi, e in generale a vivere, come contadini, giardinieri e persino fate dei fiori.

Ci sono due tipi di Garden Girl. A metà tra Coquette e Cottage core, leggerissimi abiti in lino, bianchi o ricoperti da pattern bucolici, gonne a ruota, maniche a sbuffo, scollatura da lattaia e qualsiasi capo che potrebbe sembrare appena uscito da una puntata di Bridgerton compongono il guardaroba delle prime, sempre accompagnati da cappelli e borse cestino di paglia, ballerine, sandali con i lacci, foulard, nastri e fiori che si scoprono infilati fra i capelli. NB: in questo scenario si inseriscono anche le «garden fairy», fate della natura pronte a incantare ogni occasione con i loro outfit ricchi di merletti, balze, glitter e colori pastello.

Le secondo, invece, sono Garden Girl che puntano sul lato pratico e funzionale dell'abbigliamento tipicamente adottato da contadini e giardinieri. È per questo che scelgono salopette, tute da lavoro, t-shirt, cargo e camicie dai tessuti durevoli, partendo dal denim per arrivare ad altri materiali comodi, pratici, resistenti e impermeabili, che abbinano ad accessori come stivali da pioggia, cappelli per ripararsi da sole, clogs, Birkenstock e guanti in gomma. Il loro punto di riferimento? L'armadio della nonna.

Inoltre, un aspetto centrale del Garden core è dato dall'approccio etico e responsabile che lo contraddistingue. Dal momento che si tratta di una tendenza indissolubilmente legata a uno stile di vita lento, il cui ritmo è quello della terra, è naturale che la maggior parte delle Garden Girl ha sviluppato anche un interesse verso il pianeta e la sostenibilità dei vestiti che indossa. Lo racconta Kazmira Davies, «Negli ultimi cinque anni ho imparato l'importanza della slow fashion, di investire nei capi, e ancor di più come i tessuti dei miei vestiti influenzano la mia salute e l'ambiente». Se lei consiglia di allontanarsi dalle fibre sintetiche prediligendo cotone e materiali biologici, Amy Abrams, co-founder di Shop Extraordinary Enterprises (che comprende The Manhattan Vintage Show, Regeneration e Artists and Fleas) ha indicato il Garden core come «l'occasione perfetta per esplorare lo shopping vintage a livello locale e in modo tangibile» a In Style.

Ricapitolando, romantici abiti in lino e cotone, stampe bucoliche e bucket bag, ma anche guanti di gomma, clogs e salopette, da preferire sempre in versione sostenibile, recycled, vintage o second-hand. E, infine, per quanto riguarda trucco e benessere, protezioni solari (o creme viso con SPF) e make-up naturali sono i veri beauty essential delle Garden Girl.

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