In questi giorni non si parla d'altro che di Kanye West e delle sue partnership che sono giunte al termine. Potrebbe sembrare che il rapper – noto per le sue dichiarazioni problematiche, ne abbia semplicemente combinata un'altra delle sue, ma Ye sembra aver superato ogni limite del tollerabile, a tal punto che tutti si chiedono se quello a cui stiamo assistendo sia il capolinea della sua carriera nella moda.
In tutta risposta, Diet Prada (@Diet_Prada) ha postato una timeline del suo declino nell'industria. Tutto comincia dalla collaborazione con GAP: destinata a durare 10 anni, è stata interrotta da Ye a settembre, dopo solo due giri intorno al sole. La motivazione? Pare che il brand non avesse mantenuto la parola di creare degli store YEEZY GAP dedicati. «Tutti sanno che io sono il leader, il re», aveva dichiarato West a riguardo, «Un re non può vivere nel castello di qualcun altro. Un re deve costruirsi il proprio castello».
C’è stata poi la settimana della moda di Parigi, dove il 2 ottobre Kanye ha debuttato in passerella per interpretare la nuova collezione di Balenciaga immaginata da Demna. Nelle ore successive, hanno cominciato a circolare alcune indiscrezioni su una probabile ed esclusiva presentazione della nona stagione di YEEZY. Inutile dire che le aspettative sono state totalmente deluse. A comporre la collezione erano delle T-shirt con la scritta «White Lives Matter», ufficialmente riconosciuta come dichiarazione anti-semita dalla Anti-Defamation League. Non hanno tardato ad arrivare le risposte di attivisti ed esponenti dello show biz. In quei giorni Ye ha attaccato tutti, da Virgil Abloh (scomparso lo scorso anno) al nuovo direttore creativo di Supreme, Tremaine Emory, e al CEO di LVMH Bernard Arnault. Come in molti sapranno, ha risposto alla critiche dell’editor di Vogue Gabriella Karefa-Johnson attaccandola sul personale e bullizzandola pubblicamente.
Intervistato da Tucker Carlson, Kanye West ha ribadito anche in tv le sue idee anti-semite e le sue posizione controverse. Rimosso in breve tempo da Instagram e Twitter dopo aver postato altre dichiarazioni intollerabili, ha pubblicato su YouTube un video in cui mostra un porno ad alcuni colleghi di adidas – tanto per deteriorare ulteriormente i rapporti con il marchio che nei giorni precedenti aveva annunciato di voler revisionare la loro collaborazione.
Da adidas e Balenciaga, i marchi di moda che hanno interrotto i rapporti con Kanye West
Nel mentre, Kering e Demna Gvasalia avevano preso la loro decisione. Il 21 ottobre hanno annunciato di volersi dissociare per sempre da Ye, a cominciare dalla rimozione delle immagini del Mud Show di Parigi e dei capi Yeezy Gap Engineered da Vogue Runway. Sembra che anche Anna Wintour ne abbia avuto abbastanza di West: le immagini della collezione YEEZY Season 9 sono state rimosse da Vogue Runway.
Sono passati quattro giorni dall'annuncio di Balenciaga quando arriva la comunicazione di adidas. Pronta a scaricare Kanye una volta per tutte, l’azienda ha annunciato che la loro collaborazione sarebbe terminata immediatamente e sotto ogni punto di vista. «Adidas non tollera l'antisemitismo e qualsiasi altro tipo di incitamento all'odio», ha dichiarato l'azienda, «I commenti e le azioni recenti di Ye sono stati inaccettabili, pieni di odio e pericolosi, e violano i valori aziendali di diversità e inclusione, rispetto reciproco ed equità». Stando a quanto riportato sempre da Diet Prada, le perdite del quarto trimestre 2022 ammonteranno a circa 250 milioni di euro.
Secondo un articolo apparso sul Washington Post, hanno abbandonato West anche JP Morgan, Cohen Clair Lans Greifer Thorpe & Rottenstreich LLP, MRC e CAA, rispettivamente banca, studio legale, casa di produzione e agenzia creativa legate al rapper di Atlanta. Aumentano anche i marchi di moda che, come The RealReal, si dissociano da ogni suo pensiero e prodotto. Perché se da un lato resta innegabile il suo contributo ai vari partner in termini di guadagno (probabilmente l'unica ragione che ha portato l'industry a rimandare a lungo l'addio a Kanye, da sempre noto per le sue posizioni problematiche e controverse), è chiaro che per Ye sia arrivato il momento di «Proseguire da solo», come a settembre aveva dichiarato lui stesso.











