Ricorderemo il 2020 e il 2021 per essere stati due anni straordinari. Dopo quasi 24 mesi l’ultimo desiderio del fashion industry è quello di rimettersi in piedi e, se da un lato l’aumento dei contagi sta determinando tensioni, ritiri e sviluppi imprevedibili – vedi le decisioni di Giorgio Armani, Marco Zanini e Brunello Cucinelli, la cancellazione dei Grammy e la crescente preoccupazione per le Olimpiadi, abbiamo ancora molte, moltissime ragioni per essere ottimisti. Dal coraggio di tornare nei negozi all’entusiasmo di aprire nuovi centri per gli acquisti, passando per il debutto di nuovi direttori creativi al lancio di ulteriori collaborazioni luxury e al «Rinascimento del Made in Italy» per mano dei giovani talenti, arrivando allo sviluppo di processi produttivi circolari e a inter-connessioni virtuali, ecco gli appuntamenti e i progetti da non perdersi.
Tutto quello che c’è da sapere sulle settimane della moda 2022
Nei prossimi episodi, i brand indipendenti italiani sfideranno i loro storici avversari parigini. Non è possibile definirlo uno scontro ad armi pari, ma di sicuro è degno della battaglia di Versailles – dalla combinazione di parole che intitola l’unico vero must read e che, nel settore, si usa per indicare la leggendaria sfida tra designer francesi e americani. A Milano dal 14 al 18 gennaio si svolgeranno le presentazioni delle collezioni maschili e i riflettori sono tutti puntati sui giovani progetti di Federico Cina e di Magliano, ma anche sul debutto di grandi nomi quali JW Anderson (che si prepara a inaugurare la linea menswear) e 1017 Alyx 9SM di Matthew Williams.
E se lo spin-off londinese dedicato alla moda uomo è stato cancellato, subito dopo si aprirà il sipario sul panorama parigino. A partire dal 18 gennaio la capitale francese farà da scenario a un debutto creativo dopo l’altro: erede diretto del fondatore, il giapponese Nigo ha preso in mano le redini di Kenzo, mentre Guram Gvasalia, fratello di Demna, è pronto a rilanciare il collettivo Vetements. Facendo un salto in avanti nel tempo e nel calendario, durante la settimana della Haute Couture, che avrà luogo dal 24 al 27 gennaio, è previsto anche l’esordio di Glenn Martens (il genio dietro il mondo post-umano e destrutturato di Y/Project) che è stato nominato il legittimo successore di Jean Paul Gaultier.
Il valzer di poltrone diletterà anche gli invitati, gli addetti e gli spettatori social delle presentazioni femminili a Parigi e a Milano. Il ritorno di Phoebe Philo sembra ancora un sogno; un po’ come l’addio di Daniel Lee e Bottega Veneta, che ha subito lasciato spazio all’entusiasmo per l’arrivo di Matthieu Blazy, l’Head of Design del brand italiano che non è solo molto apprezzato dai colleghi, ma secondo alcune voci di corridoio è sempre stato il vero artefice del successo del marchio. Con un trascorso da Chanel, Dior e Louis Vuitton a stretto contatto con Marc Jacobs, John Galliano e Nicholas Ghesquière, Camille Miceli ha un piano per riportare Emilio Pucci all’antico splendore. Il suo motto? «Chi va piano va sano e va lontano». Al duo di Serhat Işık e Benjamin A. Huseby, fondatore di GmbH, è stato assegnato il compito infondere nuova linfa a un’altra label storica italiana, Trussardi.
Nell’ordine, la Grande Mela, Londra, la città della Madonnina e Parigi ospiteranno le rispettive settimane della moda dal 10 al 14 febbraio, dal 18 al 22 febbraio, dal 22 al 28 febbraio e dall’1 all’8 marzo. Da NY a Milano, non esiste debutto più atteso di quello di Andrea Adamo, che soprattutto nell’ultimo anno ha vestito star del calibro di Dua Lipa conquistando il pubblico italiano esaltando il talento (e il fascino) di Elodie. Marco Rambaldi – pioniere di knitwear, di inclusivity e di a-genere, aprirà le danze del progetto lanciato da maison Valentino e Camera della Moda per sostenere il talento italiano.
Cup of tea di Alessandro Dell’Acqua, che ha scelto di lavorare con Valerio Leone da N°21, l’argomento mentorship ha conquistato anche Dolce & Gabbana, che apre il proprio spazio milanese alla coreana Miss Sohee. Infine, la conferma che hackerare la creatività sarà la grande tendenza (anche) del 2022 arriva da Ye e Demna, che hanno appena annunciato la collaborazione Yeezy GAP x Balenciaga.
Moda sostenibile, resell, store e altre sfide del 2022
Scegliere dove vivere è possibile. Se ora come ora non c’è niente che vi affascina più della vicenda Meta Birkin – le borse d’autore in versione NFT, opterete sicuramente per andare nel mondo fluido chiamato metaverso, ovvero l’ecosistema ibrido metà digital e metà fisico di cui tutti (ma proprio tutti) parlano, giocando su Roblox al fianco di Gucci e gli altri brand che già lo hanno colonizzato. Restando online, e tornando indietro dal futuro, avrete sicuramente notato che nel periodo di lockdown (e post) il mercato del second-hand è cresciuto a livello esponenziale e, non a caso, nel corso degli ultimi anni il numero delle collaborazioni con i big è aumentato di pari passo. Il risultato? L’abbigliamento pre-loved è pronto per diventare il mantra del nostro armadio e nel frattempo i colossi del lusso come Kering, che ha acquistato il 5% di azioni di Vestiaire Collective, prenderanno man mano il controllo anche sul dopo del ciclo produttivo di ogni prodotto. Non è passato inosservato nemmeno il fenomeno Instagram shopping, che sta conquistando man mano (e, secondo i dati, continuerà a farlo) gli utenti dei social media.
Intanto a Milano e nel resto del mondo, l’impulso condiviso è quello di tornare in negozio. Di certo Omicron non è d’aiuto, ma il fashion industry è pronto per rivitalizzare l’esperienza d’acquisto dopo un biennio molto incerto. A cominciare dal Quadrilatero, passando per via della Spiga, San Babila e Cordusio, nuovi hub di lusso pronti a rivoluzionare per sempre il format distributivo. Come puntini di una mappa che indicano un percorso di lusso (+ di intrattenimento e, udite udite, anche di lavoro), Spiga 26 aprirà le porte in primavera, mentre non ci sono date per Garage Traversi e The Medelan – dove dovrebbe arrivare anche Chanel. Il progetto di shopping dal posizionamento medio Corso Buenos Aires 59, invece, è già aperto: tra gli inquilini ci sono Nike, Decathlon e Maisons du Monde.
Al crepuscolo del 2021, abbiamo riassunto i passi avanti compiuti negli ultimi mesi da continuare per rendere migliori i prossimi. La «moda circolare» è la chiave d’accesso a un’industria più sostenibile, che si propone di ridurre l’impatto ambientale e introdurre il riciclaggio delle materie prime adottando nuovi modelli produttivi (che risultano sempre più efficaci e maturi) e limitando gli sprechi. Gli obiettivi elencati durante l’ultima COP26, il congresso Onu sui cambiamenti climatici, sono dei veri e propri punti di riferimento per i brand come Vivienne Westwood e The North Face, che insieme a 130 capi di Stato si sono impegnati, tra le altre cose, ad arrestare la deforestazione e ad azzerare le emissioni di CO2 entro il 2050 – dimezzandole entro il 2030 invece di ridurle del 30% come sarebbe dovuto accadere con il vecchio ordinamento, dimostrando di volersi davvero mettere in gioco a partire da questo momento. Per cominciare il 2022 con il piede giusto, a New York è appena stato presentato il Fashion Act, un nuovo disegno di legge volto a testare, controllare e regolamentare l'impegno del fashion industry e che vede Stella McCartney tra i principali sostenitori.











