Vienna è una città camaleontica. Un po’ come tutti noi cambia forma e umore durante la giornata e in base alle stagioni. D’estate me la immagino brulicante di bagnanti sulle rive del Danubio, vibrante durante l’ora dell’aperitivo nei tanti locali sulle sponde del canale, illuminata da mille piccole luci durante le frizzanti serate ancora calde. D’inverno me la immagino raccolta davanti ad un camino di un cafè storico dai pavimenti in legno scricchiolanti, una cioccolata calda in mano davanti al fuoco scoppiettante. Ma forse è proprio ora, durante l’autunno che questa elegante e regale città si esprime con la sua luce più bella, quella dorata che precede il calare del sole e illumina i palazzi antichi, le piastrelle levigate e si rispecchia sui monumenti dorati. L’Hotel Beethoven ne racconta le mille sfaccettature, piano dopo piano, camera dopo camera.
Dove dormire
L’Hotel Beethoven è la soluzione migliore per essere davvero immersi nel centro di Vienna, e in tanti pezzi della sua storia. Situato di fronte alla Porta Papageno del Theater an der Wien, abbraccia la cultura e l’arte culinaria del vicino mercato Naschmarkt, luogo dal fascino bohémien. La Famiglia Ludwig, proprietaria della struttura, rispecchia nell’hotel a gestione familiare la propria identità e Barbara Ludwig racconta il suo legame con Vienna, sincero, autentico: l’Hotel è il suo atto d’amore verso la propria città. Ogni piano è dedicato ad un tema e ogni camera è un omaggio ad un personaggio che ha contribuito alla storia della città. Un intreccio di riferimenti intessuto in anni e anni di ricerche e di tante idee che si sono sviluppate sulla base di conoscenze storiche, del passato conservato negli archivi e di originali riproducibili. Ogni camera è diversa, e popolata da originali e riproduzioni: rivestimenti di tappezzeria degli artisti della Secessione, carta da parati del periodo Biedermeier, immagini del palcoscenico del Theater an der Wien, manifesti di rappresentazioni teatrali, leggii e spartiti, litografie, incisioni su rame, stampe tridimensionali, fotografie, fogli di appunti, ritratti, biografie…
Il primo piano riproduce lo stile dei caffè letterari viennesi, i luoghi dove avvenivano gli scambi tra intellettuali, di opinioni, di giornali internazionali, di scacchi e carte. Ogni camera è quindi dedicata ad un letterato: Egon Fridell, Hermann Bahr, Karl Krauss. Il secondo piano rende omaggio alla Secessione, con camere dedicate a Gustav Klimt, Egon Schiele e Joseph Olbrich. Passando al terzo troviamo un piano dedicato alla grande passione di Barbara: la musica. Ogni stanza qui è dedicata ai grandi compositori dell’800, tra cui Ludwing van Beethoven. Il quarto piano ripercorre la storia del vicino di casa Theater an der Wien nato come teatro popolare, non di corte, che restò sempre di proprietà privata. Proseguendo: l’amore. Vienna è amore e il quinto piano omaggia le sue stanze a Sigmund Freud e altri personaggi che raccontano l’eros. Infine il sesto piano, quelo delle audaci donne viennesi, che siano investrici, femme fatale, muse, riformatrici.
Cosa vedere
Un weekend a Vienna non basterà probabilmente per vedere tutta la vastissima offerta culturale che la città propone. Ciò che si riuscirà a visitare inviterà a tornare, ancora e ancora. Per iniziare imprescindibile il Wien Museum: il Museo di Vienna racconta la storia della città dalle sue origini al presente. È stato completamente ristrutturato e riallestito meno di un anno fa e merita decisamente una visita.
Spostandosi di pochi passi ci si imbatte nella Chiesa San Carlo: uno dei più importanti edifici ecclesiastici del barocco.
Vicino all’hotel è davvero immancabile una visita al Musikverein, il tempio della grande musica nonché uno dei salotti musicali più eleganti al mondo.
Ubicato sempre nella zona regale della città, dove palazzi antichi sono collegati tra loro da passeggiate alberate e roseti in fiore, l’Albertina Modern è un edificio ottocentesco che ospita mostre dedicate all’arte moderna.
Sempre una piacevole passeggiata separa l’Hotel Beethoven dal museo Belvedere 21, un imponente edificio costruito nel 1958 dal famoso architetto Karl Schwanzer come padiglione austriaco per l'esposizione mondiale, che fu inaugurato a Vienna nel 1962 come museo per l'arte del XX secolo. Qui dal 2011, negli ampi spazi inondati di luce che filtra dalle grandi vetrate, viene offerta ai visitatori una panoramica delle opere d’arte austriache degli ultimi 70 anni, come l’imperdibile Bacio di Klimt, e vengono presentate mostre temporanee di arte contemporanea austriaca e internazionale.
Infine, per un momento più ludico, assolutamente da visitare il già citato Naschmarkt, tempio dell’enogastronomia della capitale, dove scoprire sapori nuovi e tradizioni autentiche. Il sabato mattina oltre ai banchi di frutta e verdura, pani e dolci, il mercato si anima anche con tanti banchi di antiquariato e vintage.
Dove mangiare
Figlmüller, è un ristorante storico situato a pochi passi dalla Cattedrale, che frigge cotolette dal 1905! A pochi passi, la più recente apertura (2001) di Bäckerstrasse. Entrambi i locali sono caratterizzato da design moderno e ricercato. Il menù è lo stesso per entrambe le sedi, qui la schnitzel è il must have: in carta la classica viennese di maiale oppure quella di vitello, una fetta sottile tenera e succosa ricoperta da croccante frittura
Beim Czaak è una trattoria rustica dall’atmosfera nostalgica. Dal 1926 la famiglia Czaak accoglie i clienti nel quartiere più vecchio di Vienna nel primo distretto. La cucina è quella tradizionale viennese: il gulash di manzo è servito con canerderli a fette e cetriolini sott’aceto, accompagnato da un buon vino austriaco, da birre regionali e grappe locali.
Per la vera Sacher è d’obbligo un passaggio all’Hotel Sacher, il luogo che ha dato il nome al tipico dolce al cioccolato viennese, dove è stato inventato. Le lunghe file davanti all’ingresso potrebbero scoraggiarne una visita, è importante ricordarsi di prenotare (anche solo per una merenda) in uno dei bar facenti parte dell’hotel, oppure recarsi al Caffè Demel, che in passato aveva conteso il diritto di nascita della Sacher con il celebre hotel, e che propone anch’esso la ricetta classica.
















