Palermo ti travolge appena ci metti piede: è caotica, rumorosa, piena di profumi che stordiscono e deliziano insieme. Non indugio e mi infilo subito in un mercato dove l’anima della città è più roboante e multiforme. Qui pulsa il vero cuore di Palermo.
Il mercato è quello di Ballarò che ogni giorno prende vita tra viette strette e tortuose che fanno somigliare questo luogo ad un souk mediorientale. Non è un caso se i nomi delle vie sono scritti anche in arabo. Il passato arabo-normanno della città è evidente nella maggior parte dei monumenti di Palermo ma i monumenti sono vestigia del passato mentre al mercato quel passato è ancora vivo e vegeto.
In queste stradine ho appuntamento con i miei amici di Palermo e mi domando come mai faranno a trovarmi. Ma ogni palermitano conosce tutti gli anfratti di quello che a me sembra solo un inestricabile labirinto. Andiamo subito a mangiare lo sfincione, lo street-food più tipico di Palermo. Si mangia direttamente in strada dai carrelli che lo vendono in mezzo ai banchi del mercato. È una sorta di focaccia alta e soffice condita con un sugo di pomodoro, cipolla e pangrattato e l’aggiunta di caciocavallo e acciughe.
Lo street-food a Palermo è una faccenda seria. Per assicurarti di non perdere niente di essenziale due indirizzi chiave in città sono Nino u Ballerinu e l’Antica Focacceria San Francesco: i posti giusti per assaggiare panino ca meusa, panelle, crocché e naturalmente le arancine, che a Palermo sono rigorosamente femmine!
Dopo lo spuntino si va a caccia di libri in un posto davvero speciale. La Biblioteca Itinerante di Pietro Tramonte è all’aperto, direttamente sulla strada e occupa diverse vie e una piazzetta. Pietro ha iniziato per hobby quando è andato in pensione e ha deciso di condividere con la città i suoi libri. Nel tempo la biblioteca è cresciuta e oggi ha migliaia libri che puoi consultare, prendere in prestito, scambiare o semplicemente portarti a casa in cambio di un po’ d’aiuto nella sistemazione degli scaffali. Nel frattempo Pietro ti racconta la sua storia.
A ora di pranzo si pensa nuovamente ai piaceri della tavola. Abbiamo prenotato un tavolo alla trattoria Ferro di Cavallo per assaggiare polpette alle sarde, alici marinate, caponata, parmigiana, pasta al finocchietto selvatico… la Sicilia a tavola mantiene tutte le promesse. Scoppio ma gli amici raccomandano di lasciare uno spazietto per il polpo bollito di Mondello, dove faremo una veloce puntata dopo pranzo.
È la spiaggia più vicina alla città e allo stesso tempo quanto di meno cittadino immagini. Nonostante la folla sia perenne, almeno d’estate, ti sembrerà di essere su una spiaggia tropicale ed esotica con la sabbia bianca e il mare cangiante con meravigliose sfumature di verde, azzurro e blu. E per restare in tema, tornando in città facciamo un salto alla Cala per scoprire la Libreria del Mare.
Torniamo in centro attraverso il Foro Italico con una sosta obbligatoria alla storica gelateria Ilardo. Qui la sera prende vita la movida che in estate continua su piazza Magione e piazza Marina e tutto l’anno nella zona dell’Olivella, nei pressi del Teatro Massimo e su via Candelai, zeppa di localini.











