I danesi sono maestri nella hygge, quel concetto che racconta l’atmosfera accogliente che si crea quando gusti i piccoli piaceri della vita insieme a persone gradevoli: un divano comodo, una calda coperta, una tazza di tè tra le mani, chiacchiere davanti a un caminetto acceso mentre fuori nevica. A Copenhagen trovo la hygge in ogni angolo, proprio come mi avevano raccontato.
Ne assaporo la dolcezza sin dal mio arrivo, sotto una pioggia battente che mi costringe a rifugiarmi in un caffè. Luci soffuse, grandi tavoli di legno da condividere, poltrone avvolgenti come un abbraccio. La cameriera mi offre una tazza piena di cioccolata calda e minuscole meringhe e sono già perfettamente felice nonostante sia quasi zuppa.
Lei si chiama Hanne, è una studentessa di design che lavora per mantenersi in città, viene dalla provincia. Ci sono poche persone e accetta di sedersi due minuti con me. Questa meravigliosa assenza di fretta nei danesi mi conquista e accetto di aggiungere alla cioccolata anche una fetta di valnøddekage, torta alle noci.
Non perdo occasione per farmi nominare le delizie del banco dei dolci: kanelsnegle, girelle di brioche alla cannella; sportskage, torta al torrone; blåbærsnurrer, girelle al mirtillo. Ma Hanne attira la mia attenzione anche sul settore salato e mi presenta sua maestà lo smørrebrød.
Uno smørrebrød è una fetta di pane di segale spalmata di burro e sopra ha tutte le delizie immaginabili. Le varianti sono infinite e anche se ci provi non riesci ad assaggiarle tutte. L’indirizzo migliore in città è Schønnemann. Non resterai delusa neanche da Torvehallerne, il mercato alimentare coperto.
Intanto fuori ha smesso di piovere ma si sta così bene qui – miracoli della hygge! – che continuo a ciarlare con Hanne ancora un po’. Mi racconta la città, i suoi frizzanti contrasti tra antico e moderno che convivono felicemente. Mi consiglia di fare un salto a Superkilen. È grande parco urbano nel quartiere multiculturale di Nørrebro progettato insieme da abitanti, paesaggisti, architetti e artisti. Nello stesso quartiere mi segnala The Laundromat Café, un posto davvero bizzaro: è una lavanderia a gettoni dotata anche di libreria, tavoli e un caffè per rilassarsi e socializzare mentre si fa il bucato (ma anche senza panni da lavare).
Nei giorni seguenti seguo tutti i suoi consigli, anche quello di andare una sera lungo il canale di Christianhavn dove i danesi, quando il tempo inizia a essere bello, amano riunirsi per improvvisare un pic nic dopo il lavoro. Ci sono tavoli e panchine apposta!
I danesi sono accoglienti, ti fanno sentire subito a casa, bastano una birra e un sorriso per avviare due chiacchiere con un gruppo di amici che festeggiano il nuovo lavoro di Lars e farsi consigliare dove si trova la movida della città.
Per un drink il posto giusto è il canale di Nyhavn mentre se vuoi ballare tutta la notte le zone giuste sono Vesterbro, Nørrebro e Østerbro. Lo Strøget, che di giorno è la via dello shopping, di sera è una fitta mappa di birrerie, winebar e club con musica dal vivo. Per cena invece mi portano da Knipps Kaj. Si trova sotto il Knippelsbro, il ponte che collega Christianhavn a Slotsholmen.
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