Il conto alla rovescia per l'evento sportivo e mediatico più atteso dell'anno è ufficialmente iniziato. Il Super Bowl LX, la finale di football americano che si terrà l'8 febbraio 2026 al Levi’s Stadium di Santa Clara, California, promette di essere uno dei più discussi di sempre, non solo per il valore agonistico, ma per l'incredibile incrocio tra cultura pop, marketing miliardario e anche per un pizzico di politica (che non manca mai).



Sabrina Carpenter è la star di un nuovo spot del Super Bowl 2026

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Ogni anno, in occasione del più grande evento sportivo al mondo, un pubblico potenziale di un miliardo di telespettatori si sintonizza per seguire la finale del torneo di football americano: si tratta di un'occasione di visibilità straordinaria per le aziende, che non badano a spese per accaparrarsi pochi secondi di spazio pubblicitario.

Stavolta, per esempio, un noto brand di patatine ha deciso di coinvolgere la star del pop Sabrina Carpenter per il suo ultimo divertente spot che verrà trasmesso durante l'evento: nel teaser di 15 secondi, già apparso online, la cantante di "Espresso" appare seduta sul pavimento di una cucina mentre gioca con le iconiche patatine come fossero petali di un fiore, recitando il classico «m'ama, non m'ama». Il relativo marchio ha confermato che questa pubblicità si inserirà nella più ampia campagna Once You Pop, The Pop Don’t Stop, segnando un passaggio di testimone importante dopo che negli anni scorsi il marchio aveva schierato nomi del calibro di Meghan Trainor e Chris Pratt.

Bad Bunny si prepara per l'Halftime Show più politico di sempre?

Nel frattempo, Benito Antonio Martínez Ocasio in arte Bad Bunny sta scaldando i motori per il suo Halftime Show, lo spettacolo musicale pirotecnico che si svolge nell'intermezzo tra il secondo e il terzo quarto del Super Bowl. L'ipotesi più accreditata per ora è che l'artista portoricano stia preparando uno show fortemente schierato contro l'attuale presidente repubblicano Donald Trump, le forze dell'ICE e le misure sui migranti oggi in vigore negli Stati Uniti. Non sarebbe ovviamente la prima volta: già nel video di "Nuevayol", Bad Bunny aveva utilizzato la sua arte come una potente lente d'ingrandimento sulle difficoltà e l'orgoglio dei migranti, ma anche come critica all'establishment oggi al potere.