Che vogliate mettervi in drag per essere la versione ancora più queer di Chappell Roan o abbiate scelto sneakers e pantaloncini. Che abbiate deciso di venire con il vostro compagno, compagna, con gli amici di sempre o con quelli nuovi, da soli, con mamma o papà. Che abbiate 18 o 60 anni. Che siate i più alti del pubblico o guardiate i live da una carrozzina. Che amiate il rock, l'elettronica sperimentale, il pop in tutte le sue sfumature. Delle etichette di cui spesso si incensano il capo festival, eventi e locali, il Primavera Sound riesce a dimostrare nella realtà dei fatti che un mondo gentile è possibile, è semplice, è felice. In questa 23esima edizione del festival, le cui date principali sono state dal 5 al 7 giugno 2025, l'inclusività parla attraverso la musica e va oltre, diventa un tessuto culturale destinato a durare.
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Ho visto un video TikTok in cui un utente scriveva: il Primavera Sound sta per caso cercando di testare il sistema di società perfetta? Ed effettivamente l'abbiamo pensato un po' tutti vedendo baci a profusione, ragazze che mostravano i piercing al seno, ragazzi sui tacchi e gruppi di amici stesi sul prato sintetico a chiacchierare. Certo, non dimentichiamo le code ai bagni, il terreno appiccicaticcio di cocktail o l'ubriaco che ci è caracollato addosso, ma sono parte inevitabile di un festival strutturato per accogliere al meglio centinaia di migliaia di persone, radunate qui con voli dall'America fino alla Polonia, riuniti a Barcellona per fare festa, per sentirsi libere. La cosa non scontata è che si siano sentite anche al sicuro. Che ci siamo sentite al sicuro.
Cosa rappresenta il Primavera Sound come Festival? È una domanda che mi faccio alla quarta edizione (di fila) a cui partecipo. Come fa a funzionare questo enorme evento che quest'anno ha ospitato 293.000 persone e 311 spettacoli dal vivo, macchina gigante che dissemina la città di Barcellona e il Parco del Forum con palchi e artisti. Forse l'unica risposta - un po' sdolcinata, me ne rendo conto - è che il Primavera Sound è uno spazio in cui essere se stessi. Sarà anche per quello che chi ci va la prima volta, poi tendenzialmente ritorna.
La 23ª edizione è stata forse la più queer e la più politica di sempre. Ad accogliere i festaioli c'era una maxi installazione delle Super Chicche - aka Charlie XCX, Sabrina Carpenter e Chappell Roan - ma anche un tunnel nero, una struttura immersiva e potente nel suo significato: chi è entrato ha potuto sentire il rumore dei bombardamenti su Gaza. Perché fare musica senza impegno sociale, al Primavera Sound, non è più un'opzione. Fare musica significa fare rumore, significa poter parlare con migliaia, milioni, di persone e portare loro un messaggio. E quello di quest'anno, arrivato anche sul palco principale dai Fontaines D.C. durante la loro esibizione, è stato esplicito e senza censura.
Allo stesso modo, a partire dall'edizione 2019, il Primavera Sound si impegna ad avere una line up che sia equa dal punto di vista del genere, dando spazio alle artiste che meritano l'attenzione del pubblico e che ancora oggi in molte altre scalette di festival illustri vengono escluse. Così, le tre headliner di quest'anno sono state affiancate da moltissime artiste donne, non binarie e trans, tra cui: FKA twigs, Haim, Judeline, beabadoobee, Magdalena Bay e Wet Leg, ANOHNI, per dirne alcune.
Per chiunque dica che la rappresentazione non è importante: il Primavera Sound è qui per smentirvi. Perché niente è stato più bello di vedere migliaia di persone identificarsi con chi saliva sul palco, provare la gioia di trovarsi in mezzo ad altri e altre che potessero comprendere e condividere il questo stato di grazia. Così si è rotta quella barriera tra artista e pubblico, con il dj set a sorpresa dei Tame Impala, la Apple Dance di Chappell Roan, Troye Sivan che festeggia il compleanno insieme alle migliaia di persone del palco Estrella Damm, il voguing dei fan di Caribou, l'abbraccio collettivo di Jamie XX.
Stando al comunicato ufficiale, a questa edizione del Primavera Sound hanno lavorato 7.3000 professionisti, per un team di lavoro che ha saputo tenere alti gli standard del festival. L'anno del Primavera non si è ancora concluso, anzi, il weekend del 12-14 giugno si terrà il Primavera Sound Porto, mentre sono già state annunciate le date principali della 24ª edizione del Primavera Sound Barcelona: dal 4 al 6 giugno 2026.
















