Il 6 giugno Chiamamifaro pubblica LOST & FOUND, un Ep scritto nel corso di un anno, con l’esperienza ad Amici 24 nel mezzo, e i cui pezzi sono stati collezionati da Chiamamifaro (nome d’arte di Angelica Gori, classe 2001) come souvenir da aggiungere al suo bagaglio emozionale. Ci sono brani che parlano di viaggi, di mancanza di casa, di relazioni e sentimenti.
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Chiamamifaro lo racconta come un disco nostalgico, ma che racchiude in sé la volontà di lasciare quei ricordi e andare oltre. Forse anche per questo, la stanza dei lost & found negli aeroporti l’ha ispirata per il nome dell’Ep. Scritto in collaborazione con Federica Abbate e Riccardo Zanotti, questo è il terzo progetto in studio di Chiamamifaro dopo Post Nostalgia (Columbia Record/Nigiri), il suo album d'esordio del 2022, e l’EP DEFAULT, uscito nel 2024. Chiamamifaro descrive LOST & FOUND come il suo disco più maturo, che arriva dopo le tante date in giro per l’Italia con la sua band, dopo l’esperienza televisiva e nel pieno dei suoi vent’anni, quando è pronta più che mai a raccontarsi al mondo.
Da venerdì 6 giugno, Chiamamifaro darà il via all'instore tour & live showcase, in collaborazione con Ostello Bello e Feltrinelli, dove presenterà il nuovo EP, LOST & FOUND: si parte da Genova e si arriva a Bologna, l'11 giugno.
Di che tipo di viaggio parla LOST & FOUND?
Viaggi veri e viaggi intesi come crescita. Stare in un posto che non è il nostro ci aiuta a capire qualcosa di noi e per me così è stato in questi mesi lontana da casa per l'esperienza di Amici. Lì ho studiato tanto e con professionisti di altissimo livello. Credo di aver acquisito ancora un po' di sicurezza in più. Poi ci sono anche i chilometri che ho fatto in macchina con la mia band negli ultimi anni per portare in giro la mia musica. Ci sono racconti reali di cose successe durante quei momenti, come in “Pezzi” in cui faccio riferimento a quando, un anno fa, stavamo andando a Bologna, stavo guidando il furgone e mi sono fermata per fare il pieno, ma ho fatto un po' un danno perché ho fatto benzina dentro il motore diesel…
“Valigia” apre l’EP, svelando il suo contenuto: cosa c’è dentro?
“Valigia” è uno dei primi pezzi che ho scritto di questo disco ed è nato dopo la fine di una relazione. La valigia è un simbolo, è qualcosa che ti mette davanti a una scelta: rimane difficile riuscire a ritrovarsi in mezzo a tutte quelle cose, abitudini, sentimenti che ormai appartenevano a tutti e due. È complicato ritrovare se stessi fuori dall'equazione della coppia e quindi decidere cosa portarsi via per il prossimo capitolo, per il prossimo viaggio. Nella mia valigia ci ho messo i dischi di De Andrè e la mia chitarra.
L’immagine sul retro della copertina del CD di LOST & FOUND è una valigia con una serie di oggetti al suo interno…
Quella valigia apparteneva a mia nonna, che è venuta a mancare quest'anno e dentro ci sono tutti degli oggetti che fanno riferimento a ogni canzone. È un omaggio che ho voluto fare a lei, raccontando la mia e la sua storia.
Il singolo più recente con cui hai anticipato l’album è “Acqua Passata”, uscito il 30 maggio, è un brano estivo, ma anche malinconico…
È un pezzo malinconico ma liberatorio, che ruota attorno al concetto di società liquida. Siamo in una società sempre più fluida e in evoluzione, niente ha una forma fissa ma si adatta e cambia come fa l’acqua. Quindi i lavori sono precari, le relazioni più brevi, le identità cambiano. Io stessa mi sento in continuo cambiamento, anche se provo a creare cose che resistano e che vengono irrimediabilmente portate via dalla corrente. In questa canzone c’è una presa di coscienza per cui la chiave per riuscire a vivere con tranquillità è riuscire a lasciare andare, lasciar andare gli appigli e farsi trasportare dalla corrente. Tutto diventa acqua passata è una frase liberatoria se ci penso, perché toglie il peso delle conseguenze delle cose, tanto vale buttarsi.
L’ultima canzone dell’EP è una sorta di ritorno con “Casa mia”, come si conclude il viaggio?
Questo brano è nato dentro la casetta di Amici, amici e in quei sei mesi, insomma, sono sempre stata un po' accompagnata da questa malinconia. Questa è una canzone scritta al pianoforte in una sera in cui mi mancava casa, mi mancava il mio ragazzo, non potevo parlare con nessuno e quindi è una canzone molto intima e mi piaceva, visto che nel disco si parla di chilometri e di strada, chiudere poi con il punto in cui si torna sempre. Per quanto lontano si possa andare arriva sempre la voglia di tornare a casa a un certo punto.
C'è un consiglio che daresti a te stessa di due o tre anni fa, guardando anche un po' quello che è il percorso che hai fatto ora?
Io le direi di godersi il viaggio, perché la gavetta musica che ho fatto fino ad adesso è una cosa che non cambierei per niente al mondo. E poi le direi di fidarsi delle proprie idee, che è una cosa che vorrei aver cominciato a fare molto prima, perché ha delle idee valide e si deve solo fidare.
Come sono strutturati questi piccoli live showcase per LOST & FOUND?
Tutta questa settimana di presentazione del disco sarà un road trip vero e proprio, quindi ci mettiamo in macchina, chitarra in spalla e ci faremo tutta l’Italia da Nord a Sud, con qualche tappa per un tuffo qua e là, se riusciamo. E poi 4 di queste 6 date saranno negli Ostelli Belli d'Italia, sempre per rimanere un po' in tema viaggio, e anche perché all'Ostello Bello di Milano, dove suoneremo l’8 giugno, è stato uno dei primi piccolissimi palchi su cui io mi sono esibita nel 2018, perché facevano le serate open mic.
In quell’occasione mi ero fatta accompagnare da mia sorella e lì avevo suonato con la mia chitarra. Oggi lo vivo un po’ come un cerchio che si chiude. Perché tornerò sempre con la mia chitarra, ricordandomi di quella Angelica di 7 anni fa che cominciava a scrivere le sue canzoni e che oggi è qui con un suo disco e la band. Girare con loro, fare live, è la cosa che mi mancava di più dentro Amici. Ero abituata al rapporto diretto con il pubblico, al suonare nelle sagre di Paese, ed è stata una dimensione che mi è mancata molto.














