È diventato subito argomento di conversazione quando il membro dei BTS, J-Hope è stato ospite al The Tonight Show di Jimmy Fallon e, chiacchierando con il conduttore, ha lanciato un piccolo appello nell'etere musicale, parlando della sua passione per Kendrick Lamar: «Non l'ho ancora incontrato, ma mi piacerebbe collaborare con lui un giorno. Sono pronto». Davanti alla possibilità di questa collaborazione tra quello che oggi è il rapper più influente della scena americana e una delle maggiori star del k-pop, i fan hanno subito reso virale la notizia, rendendo anche evidente una circostanza che, forse, finora ci era sfuggita: i mondi pop e k-pop non sono mai stati così vicini e intersecati uno con l'altro.
Tornando a J-Hope, l'idol coreano si trova negli Stati Uniti per promuovere la parte americana del suo tour solista Hope on the Stage - dimostrando, come se ce ne fosse ancora bisogno, il successo intercontinentale della musica coreana - ma anche per raccontare il suo più recente singolo "Sweet Dreams", dove troviamo il featuring con il cantante R&B di Los Angeles, Miguel. Se ci vogliono almeno due indizi per fare una prova di questa commistione tra generei musicali, allora citiamo l'album fresco di uscita Ruby, esordio da solista di JENNIE.
Per il progetto, la cantante delle BLACKPINK ha puntato sulla fluidità tra oriente e occidente, con l'intenzione di mescolare il k-pop a stili e generi musicali diversi tra loro, raccogliendo featuring di artisti dal background vario. Nella traccia d'apertura troviamo, ad esempio, il polistrumentista francese di origine neozelandese FKJ; per poi proseguire con Dua Lipa nel singolo estratto "Handlebars"; ma anche la rapper Doechii, Childish Gambino, Dominic Fike e Kali Utchis. Con Ruby, JENNIE è stata capace di dimostrarci una cosa: il k-pop sta bene su tutto. E viceversa.
Nel mix di pop e k-pop, funzionano benissimo gli incontri woman-power. L'aveva capito LISA quando, nel 2024, ha pubblicato il brano "New Woman" insieme a Rosalía e, a inizio 2025, ha anticipato l'uscita del disco solista, Alter Ego, con il singolo "Born Again". Per il brano, LISA ha scelto l'americana a Doja Cat e l'astro brillante della musica britannica RAYE, artiste insieme a cui si è esibita anche alla cerimonia dei Grammy Awards 2025, diventando la prima artista k-pop a cantare all'evento.
L'espansione della musica k-pop, d'altronde, non ci dovrebbe più sorprendere: sono passati circa 7 anni da quel 2018 in cui i BTS hanno cominciato a dominare le classifiche occidentali, con tre dei loro album (Love Yourself: Answer; Love Yourself: Tear; Map of the Soul: Persona) che hanno raggiunto il primo posto nella Billboard 200 in un anno. E se è vero che, probabilmente, è nel 2020 che il mondo si è veramente accorto del k-pop, portandolo a vette di mainstream mai raggiunte prima, il mercato oggi tiene botta e, anzi, è plausibilmente interessato ad espandersi ancora.
Questo, ovviamente, anche grazie all'appoggio di quella fetta di pubblico che riuscirà a raggiungere attraverso agli artisti pop occidentali. E viceversa, anche gli artisti da RAYE a Childish Gambino potrebbero trarre beneficio dal farsi conoscere dal pubblico che sta ad Est. Tattiche dell'industria musicale a parte, è interessante vedere come, 5 anni più tardi, il k-pop stia sperimentando nuove forme, ibridandosi con il pop inglese, il rap americano, la musica latina e spagnola. Le collaborazioni tra artisti pop e k-pop non sono mai state così tante e la musica ringrazia.














