Che non sarebbe stato il Sanremo da ricordare un po' ce lo aspettavamo, sarà che alla conferma dei nomi data dal direttore artistico Carlo Conti molte scelte erano sembrate dovute alla rincorsa di ascolti sempre più alti, del gossip a discapito della qualità. Ad un primo ascolto una cosa è evidente: i testi delle canzoni sono deboli e le melodie pure, complice forse autori che ritornano, sempre gli stessi, e pochi pezzi cantautorali che sono gli unici che convincono. Dopo l'annuncio di Damiano David come super ospite della seconda serata (Jovanotti sarà l'11 febbraio in apertura, invece) non resta che vedere cosa succederà sul palco dell'Ariston.

I brani in gara, riflessioni

Lo diciamo con le parole di qualcun altro e scegliamo Marracash per farlo: «Carriati dai feat / Fitti fitti, stessi nomi / Carriati dai rit. scritti dagli stessi autori / E ogni anno si abbassa l’asticella / Provo a farci il limbo, con la testa tocco terra / Ti ricordo, bimbo, chi saresti con ‘sta sberla / Senza Sanremo, senza l’estivo, senza Petrella». Sono infatti lui e Simonetta i nomi che tornano in continuazione sfogliando il blocco dei testi che ci viene consegnato in ingresso alle prove presso gli Studi RAI di Corso Sempione a Milano. Conti, alla provocazione di un giornalista sulla presenza dei soliti autori, risponde dicendo che «è mia abitudine non vedere chi ha scritto i brani, li ho scelti senza sapere chi li ha scritti né altro, con l'ascolto e basta. Mi rendo conto ora che ci sono tante ripetizioni, evidentemente c'è un grande fermento, come già nei produttori anche negli autori. Forse anche perché conducendo io lo Zecchino d'Oro è un loro modo per presentare le canzoni anche lì (ride, ndr)». Tra loro spunta anche Blanco, nome d'arte di Riccardo Fabbriconi che firma i brani di Giorgia, Noemi (insieme ad Alessandro Mahmoud) e Irama.

Una cosa è certa, le canzoni più belle sono scritte dagli interpreti stessi a dimostrare che per essere un vero e proprio artista è importante avere ancora delle cose da raccontare, una storia, che sia la propria o quella degli altri. Lì sono riposte le nostre migliori aspettative per esecuzioni che, live, potrebbero conquistare il podio: Joan Thiele nella sua "Eco", con il suo gioco di chitarra e l'acuto alla Mina, fa uso sapiente della ricerca svolta negli archivi romani di Piero Umilani; Olly ("Balorda nostalgia"), che sceglie di continuare a lavorare a stretto contatto con Jvli, grande amico e unico fedele produttore da quando la musica è diventata il suo lavoro; Simone Cristicchi e Brunori SAS, che tornano sul palco del Festival portando due dediche importanti, rispettivamente alla propria madre ("Quando sarai piccola") e alla propria figlia ("L'albero delle noci"). Nella stessa rosa dei (nostri) favoriti rientrano anche i brani scritti e prodotti da Blanco, che nonostante abbia costruito un prodotto musicale molto affine a sé, come se fosse lui il destinatario delle stesse, dà grandissimo spazio all'estensione vocale degli artisti, sottolineando i punti di forza di alcune delle più belle voci italiane che si esibiranno sul palco dell'Ariston.

Poco rap, nonostante la presenza di due rappresentanti del genere in Italia, e amici, Fedez ed Emis Killa, che scelgono di non portare un testo hip-hop. Nel primo caso il contenuto è molto forte, colpisce nel segno e sicuramente farà parlare di sè. A omaggiare il genere invece Rocco Hunt, che torna a cantare la propria storia con una canzone dedicata a Napoli e a chi è dovuto andare via dalla propria terra ("Mille vote ancora"), e Shablo, insieme a Guè, Joshua e Tormento, che promettono di far ballare il pubblico in sala e a casa.


Il festival delle polemiche

Tra Tony Effe e Fedez, grandi ritorni, scelte furbe e amicizie poco raccomandabili di artisti in gara, nei mesi scorsi si è detto molto del ritorno di Carlo Conti alla direzione artistica del Festival di Sanremo e, soprattutto, sulle sue scelte. Polemiche che sicuramente si faranno più accese dopo la pubblicazione dei brani di Sanremo sui media. Tony Effe, già nell'occhio del ciclone per la mancata presenza sul palco del Capodanno di Roma per i suoi testi giudicati sessisti, arriva a Sanremo con un brano ("Damme 'na mano"), in cui canta "Parli poco e fai la stranita / poi mi tocchi te ne fotti / Vai più giù mi si girano gli occhi / Poi mi guardi togli i tacchi / Mentre ti fai i capelli raccolti / Mi alzi le mani / poi ti vuoi scusare". Nicolò Rapisarda scrive il brano e decide che, dopo il sesso, ad alzare le mani questa volta è lei, suscitando già le prime polemiche tra i giornalisti in sala. Carlo Conti, interpellato, dice che Tony è stato scelto da lui «prima delle polemiche», e che comunque ci sono sempre stati «testi forti nel pop», quindi l'importante è non farlo nella realtà, di mettersi le mani addosso, «né lei né lui».

Poco dopo arriva la domanda su Emis Killa e quelle conoscenze si cui si è tanto parlato che lo vorrebbero molto vicino ad alcuni degli Ultras del Milan implicati nell'inchiesta sulle Curve milanesi di San Siro. «Non faccio il giudice», risponde Conti, «con quale autorità posso dire che lui deve o non deve esserci? Il giudice giudica, io ho scelto la canzone. Non può essere vincolante o no per me dire "tu hai delle amicizie". Che vuol dire. Poi, se da qui a quando Emis Killa salirà sul palco, la giustizia ci dirà altre cose allora... Questa, però per me, non può essere una discriminante nella scelta. A me interessa cosa canta sul palco, il resto non lo devo controllare io».

Conti torna a tranquillizzare tutti, poi, sulla lunghezza della serata. Gli artisti da 26 che erano (già Amadeus ne aveva aggiunti due nel corso del suo operato) raggiungono quota 30, ma le serate, dice Conti, finiranno sempre entro l'una e mezza perché se da un lato ha scelto più artisti, dall'altro ha deciso di risparmiare tempo tagliando monologhi delle co-conduttrici sul palco, sketch e tutto quello che distrae dalla gara. Scelta discutibile, sì, per tutto quello che quei testi avevano rappresentato e le discussioni che avevano alimentato, ma siamo curiose di sapere come andrà.

Noi nel frattempo le nostre canzoni preferite le abbiamo già scelte.