Nell’era di una bulimia sociale di chi più ha meglio fa, Irama, come sempre, sa distinguersi. Un Forum pieno, il suo quarto. Il primo di due nel suo tour tra i palazzetti d'Italia. Ad attenderlo un pubblico eterogeneo: bambini sulle spalle dei papà, gruppi di amici, fidanzati, mamme e figlie. Un esercito di cuori pronti per essere cullati dalle melodie di Filippo Maria Fanti, questo il suo vero nome, a pochissimi giorni dalla notizia della sua partecipazione a Sanremo 75. Al suo fianco sul palco, una band fortissima e coristi capaci di accompagnare l’artista seguendo ogni sua più varia tonalità. Le sue novità, rispetto ai live dell’era post covid, sono la scelta di non avere ospiti e di regalare numerosi inediti al pubblico.
Il risultato è forte, così come i suoi brani, la sua vocalità. Fa parlare la sua musica, Irama, innalzando alla massima espressione ogni brano, e celebrando un percorso fatto di una gavetta lunga e faticosa che oggi l’ha portato alla vetta più alta.
Da “Goodbye” a “5 gocce” per poi lasciare spazio a tre brani non ancora pubblicati, "Senz’anima", "Polvere", "Prisma", durante le cui esibizione compare una scritta sui led: "advdm". Cinque lettere che potrebbero custodire l’essenza del nuovo album in arrivo di cui, negli ultimi mesi, aveva parlato come “il progetto più importante” con la promessa di portarne parte nei palazzetti. Promessa mantenuta. Una sorpresa che abbraccia anche vibrazioni più internazionali: «Da tempo voglio imparare lo spagnolo, e oggi vi voglio dire una cosa in questa lingua», racconta durante il suo Forum tutto sold out. E ancora: «Sono anni che provo a scrivere una canzone in spagnolo, ad aprirmi a una scena più internazionale. E questa è una sorpresa per voi. Un nuovo brano».
Per le sue due ore di live sceglie un look rigorosamente in pelle, effetti visivi che spaziano da ambientazioni più dolci, come i campi fioriti, a quelle più intime e introspettive, dove è circondato dal fuoco. Sotto al palco si vivono tutte le sue emozioni, si percepiscono nello sguardo di chi è lì ad ascoltarlo tra occhi umidi e commossi su “Ali”, “Tu No”, “Ovunque Sarai”, e movimenti di bacino e mani rivolte al cielo sulle note di “Mediterranea”, “Nera”, “Arrogante”.
Filippo scrive un altro e nuovo capitolo, da qui, da questi live. Una narrazione che arriverà alla sua sesta partecipazione a Sanremo per poi celebrarsi con l'uscita del nuovo album dove quella "Genesi" di cui parla nel brano di chiusura ("La Genesi del tuo colore") sarà forse un dolce e nostalgico ricordo.











