NEW NAME, NEXT HYPE è la nuova rubrica di Cosmopolitan Italia in cui ci mettiamo in gioco e facciamo una scommessa: chi saranno i grandi artisti del futuro? Nomi emergenti da conoscere, voci singolari, talenti innati. Ci piace pensare di ricoprire un nuovo ruolo: quello di talent scout. Vi presentiamo i nostri pupilli, fatene buon uso.


Marte, nome d'arte di Martina Totaro, è nata nel 2004 e cresciuta a Monte Sant'Angelo, un paesino molto piccolo in provincia di Foggia, dov'è cresciuta per strada giocando a pallone. Durante quei lunghi pomeriggi lei e i suoi coetanei ascoltavano musica a tutto volume: dalle casse usciva il rock dei Pink Floyd, il pop di Justin Bieber e, verso le medie, è arrivato il rap. Prima quello italiano, con il Salmo dei primi tempi, gli esordi di Ernia, Nayt e il mondo old school dei Sangue Misto. Poi quello americano: Dr. Dre, 50 Cent, Nas, Notorious. È da qui che nasce l'istinto con cui scrive "Stay on bars #1", il primo brano con cui sbarca su Spotify a inizio 2024 e si fa notare rapidamente sui social. Così Marte arriva dalla Puglia a tutta l'Italia attraverso lo schermo dei telefoni, grazie a questo brano diretto in cui racconta una giornata storta.

Subito dopo è il turno di "Stay on bars #2", poi la firma con Capitol Records/Universal Music Italia e l'uscita del singolo "On & On". Tra le prime cose che mi dice, mentre parliamo di musica e di provincia c'è che secondo lei anche i social hanno contribuito ad aprire il mercato per le rapper: «Le donne stanno riuscendo a farsi sentire nel mondo del rap, molto più di anni fa. Perché ci sono rapper storiche, come La Pina, che però non sono mai arrivate a un tipo di successo mainstream. Ora c'è molta più attenzione, molto più spazio».

E lei questo spazio se lo prende sgomitando. Il 31 gennaio, Marte ha pubblicato il nuovo singolo "Fuori controllo", un brano che, racconta, ha un messaggio preciso: «Volevo far cadere alcuni preconcetti e raccontare verità scomode. Volevo smontare l’ideale che i soldi facciano la felicità e che siano alla base di una vita perfetta. Inoltre, s’intitola "Fuori controllo" perché io non voglio restare imbrigliata nelle mie scelte, voglio fuggire da ciò che gli altri vogliono impormi e dall’ipocrisia delle persone».

marte rapper stay on bars chi
Courtesy Photo

Il rap è un genere che, forse più di altri, nasce da una sensazione di disagio e rabbia: è così per te?

La maggior parte delle volte in cui scrivo io butto fuori emozioni negative cercando di rigirarle nel modo più positivo possibile per darmi forza e per dare forza. Anche per denuncia, perché ci sono tanti disagi nella mia vita che sento il bisogno di esprimere. Oltre a questo, a me piace molto sperimentare: ho fatto due anni di canto e amo viaggiare tra i generi trovando la chiave giusta. Al momento sento che il mio metro di espressione si basa sul rap, ma comunque si apre su altre dimensioni in modo graduale.

Qual è il luogo dove più trovi ispirazione e scrivi?

Mi trovo molto bene nella mia stanza perché mi ci sento a mio agio. La immagino come una "stanza del cervello", riesco a esprimermi molto tranquillamente. Altrimenti il mare, insomma posti tranquilli che mi permettano di pensare.

Hai aperto a Ele A: come è nato il rapporto con lei?

Sono stati i primi concerti ufficialmente da Marte. Negli anni scorsi ho fatto date random in giro per la Puglia mentre le date per Ele A, e quelle per Kid Yugi, sono stati i primi concerti targati Marte ed è stato bello. Con loro tutto è nato in maniera naturale. Yugi mi contattò quando esplose il mio primo pezzo, dandomi il suo supporto. Io invece contattai Ele A un paio di anni fa, quando lei era appena uscita e io iniziavo a metterci mano, lì mi disse "brava, continua così". Perciò è stata una soddisfazione incontrarci tempo dopo, farle vedere che ci avevo creduto e che in quel momento eravamo insieme su un palco. Lei è stata una fonte di ispirazione per me, il suo approccio al rap è parte di me, la sua attitudine la rivedo molto nel mio carattere.

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In "On&On" rappi «Ciao, bro, non sai i sogni che c'ho»: che sogni hai?

Mi piacerebbe stare serena, non avere brutti pensieri. Vorrei aiutare i miei genitori nel miglior modo possibile, per alleggerire anche i loro di pensieri. Mi rifaccio poi al sogno classico, quello di una famiglia felice, dei figli, una casa al mare, un ambiente tranquillo.

Da "Stay on bars #1": «Qualcuno disinstalli gli anni Venti», raccontamela

Questo è un doppio gioco perché parla sia degli Anni '20 attuali, sia del '900, ovvero gli anni del fascismo. Quindi è come dire che vorrei disinstallare quel periodo storico, perché l'eredità di quegli anni, delle discriminazioni, è arrivata anche nei 2020.

Da "Stay on bars #2": «Non leggi mezzo libro e speri che io non mi esponga», qual è il tuo libro preferito?

Il maestro e Margherita di Bulgakov, che sto leggendo ultimamente. Da questo punto di vista mi sto rifacendo molto alla letteratura in questo periodo. Ho solo 20 anni e mi sta capitando tutto velocemente ora: il cambiamento non è mai facile. Perciò tutte le lacune che ho le sto recuperando anche leggendo.

Un feat che vorresti fare?

Con Salmo. Wow.

Cosa ascolteremo di tuo nel tuo futuro?

Sto lavorando a un progetto un po' più grande di qualche singolo, che possa rappresentare al meglio alcune delle mie sfumature e buona parte della mia identità. Forse sarà un Ep, che vorrei portare poi live sui palchi a partire da fine primavera, inizio estate.