NEW NAME, NEXT HYPE è la nuova rubrica di Cosmopolitan Italia in cui ci mettiamo in gioco e facciamo una scommessa: chi saranno i grandi artisti del futuro? Nomi emergenti da conoscere, voci singolari, talenti innati. Ci piace pensare di ricoprire un nuovo ruolo: quello di talent scout. Vi presentiamo i nostri pupilli, fatene buon uso.
La storia di Nicol (classe 1999) comincia a Vicenza, nella sua cameretta, dove tra chitarre e voce compone i primi pezzi che non fa ascoltare a nessuno. Nel 2019 pubblica un Ep in inglese sotto lo pseudonimo di Sadpup, a seguito del quale si trova taggata in una storia Instagram di Madame. La rapper aveva scoperto l'Ep di Nicole e ne era diventata immediatamente fan. Così cominciano gli incontri in studio con Bias (il producer di Madame e Sangiovanni, tra gli altri) e dalla cameretta, il sogno della musica si fa sempre più concreto. Nel 2021 si apre il capitolo Amici, momento in cui pubblica "Onde", con la produzione di Zef e Bias, a cui segue un'altra manciata di singoli.
Avanti veloce al 2024, quando arriva la firma con Columbia Records e viene selezionata come una dei 24 artisti in gara a Sanremo Giovani con l’inedito "Come mare" prodotta dai producer multiplatino Enrico Brun e Tom Beave. Una canzone rimasta nel cassetto per due anni, che parla di fragilità e forza, di salute mentale e di come anche i periodi più bui alla fine passano. Il 2024 è anche l'anno del suo esordio come attrice, nel cast della serie Netflix Adorazione (disponibile dal 20 novembre) per cui firma anche un brano della colonna sonora, "Viscere", featuring Fabri Fibra. Chiedere a Nicol di riassumere un periodo così, forse, è impossibile, perciò le abbiamo proposto un gioco: a una frase di "Come mare" corrisponde una domanda. Ecco cosa ci ha raccontato.
Quando ti chiedi «Io chi sono?» qual è la prima cosa che ti viene in mente?
È una domanda che mi fa molta paura. Ho molta paura di non sapere chi sono ed è una risposta che cerco tutti i giorni. Non voglio mai smettere di scoprire chi sono. «Da bambini non lo insegnano che un silenzio così piccolo può inghiottire»: qual è secondo te il modo per aumentare l’attenzione collettiva sulla salute mentale? La cultura. Credo che attraverso la musica, il cinema, i libri, anche la comunicazione tra le persone - che è una forma di cultura - si possa fare la differenza. L'importante è parlarne.
C’è una canzone che, come dici in "Come mare", non ti sta più bene?
Nominerò una mia canzone, perché con i brani con cui sono sempre stata in fissa fin da quando ero ragazzina ho ancora un rapporto strettissimo. Forse la traccia con cui faccio più fatica a rapportarmi oggi è "Onde". Quando ho scritto quel brano ho esorcizzato una situazione: in quel momento il compagno di mia mamma era in ospedale in terapia intensiva, durante il Covid. Quando ho avuto questa notizia ero a Milano, lontana da dove si trovavano loro in Veneto, e non potevo stare con la mia famiglia. In più, quel giorno, dovevo andare in studio e mi avevano chiesto di fare un brano up. Per me è stato esorcizzare un momento creando una realtà che non esisteva, quindi faccio fatica, guardando indietro, a ritrovarmici.
«Uomini che sono cresciuti e non sognano più niente» Tu sogni?
La cosa più bella dei sogni, per quanto mi riguarda, è che fin da piccola me li induco da sola. È una cosa che amo fare e odio chi mi disturba quando lo faccio (ride, ndr). Lo faccio quando mi annoio o ho bisogno di un momento per sentirmi bene: mi metto lì, penso a qualcosa che vorrei sognare, mi invento una storia. Questa cosa legata ai sogni è molto importante perché mi aiuta nella scrittura delle canzoni. È da qui che è partita la mia immaginazione, fin da quando sono piccola.
«Non può piovere per sempre» è la citazione più famosa de Il Corvo: l’hai mai visto? Qual è il tuo film preferito?
Questa citazione deriva dal mio rapporto con Tommaso, che è una persona molto importante nel mio progetto. È lui che mi aggancia a questa frase. Anche perché il mio genere di film è un po' diverso. Quello che mi ha colpita di più nella vita, anche forse per un ricordo legato alla mia famiglia, ai sogni, a mia madre è un muscial: è Mary Poppins.
A proposito di film, hai fatto il tuo esordio in Adorazione: puoi dirci qualcosa sulla tua esperienza da attrice?
La recitazione mi ha fatto fare una grande scoperta perché io non credevo che ci fosse qualcosa che mi emozionasse come stare su un palco a cantare. Mi ha sorpreso, anche perché ho avuto la possibilità di interpretare un personaggio come quello di Arianna che è proprio al di fuori di quelle che sono le mie caratteristiche: io sono molto timida e introversa, mentre lei non lo è. Questo mi ha dato la possibilità di scoprirmi e fare cose che non avrei mai fatto come Nicol. È stata un'esperienza incredibile anche per le persone che ho incontrato, a partire dal regista Stefano Mordini, che credo sia una persona con una sensibilità veramente spiccata e una passione sfrenata per il suo lavoro, che è riuscito a trasmettere a tutto il giovanissimo cast.












