Si avvicina l’estate e, come ogni anno, è tempo di un nuovo brano di Ana Mena, la cantante spagnola che oltre confine vanta numeri da record con 57 dischi di platino, un disco di diamante e 11 d’oro, e che in Italia ci ha accompagnato sulle spiagge degli anni passati con “D’estate non vale” e “Una volta ancora”, in feat con Fred De Palma, “A un passo dalla luna” e “Un bacio all’improvviso” con Rocco Hunt e “Sol Y Mar” con Federico Rossi. Torna in una nuova veste che non rincorre il tormentone estivo ma punta a mostrare un nuovo lato di sé, quello per cui la conoscono all’estero, quella che la fa entrare in connessione con il suo pubblico. Sceglie di essere accompagnata da Dargen D’Amico e canta “Cinema Spento” (Epic / Sony Music), brano romantico e sensuale che racconta la fine di un amore.
Pop, R&B e hip hop si mescolano per raccontare la ragnatela di un rapporto strappato, mostrando il lato più sensuale della popstar che a ventisette anni vanta tv e cinema nel suo passato. È un dialogo a due, di un uomo e una donna che si allontanano, dove la voce maschile è quella del rapper e producer milanese che dopo l’esperienza a X Factor e il passaggio al Festival di Sanremo si mette qui in gioco.
Quando arriva l’estate arrivi tu?
«Quest’anno però con un pezzo meno estivo. Mostro un altro lato di me, diciamo quello che mi contraddistingue di più fuori dall’Italia. Ho lavorato a questo tipo di pezzi in questi anni all’estero perché fanno parte delle mie reference, della musica che ascolto fin da piccola, che ascolto tutti i giorni. Qui da voi non l’avevo ancora fatta sentire e sentivo la necessità di farmi vedere per quello che sono e faccio».
All’estero riempi i palazzetti, qui c’è un percepito diverso. Ti dà fastidio essere associata ai tormentoni?
«No non mi dà fastidio anche perché vedo che i giovani non hanno pregiudizi e in Spagna per esempio esco con cose diverse in qualsiasi periodo dell’anno. Io non credo nella musica associata alle stagioni. Non credo che se fai una cosa non ne puoi fare un’altra. Posso uscire a novembre con un pezzo da ballare. Certo avevo voglia di farmi vedere in modo diverso in un paese che per me è una seconda casa».
Cosa hai capito del nostro paese?
«Quando vengo in Italia imparo sempre tantissime cose. L’Italia la porto sempre con me musicalmente, con le persone che ho qui ho vissuto esperienze bellissime. Ormai vengo spesso, una settimana al mese sono a Milano, è diventata la mia seconda città. Il vostro paese mi ha accompagnato musicalmente da quando ero piccola, fa parte delle mie radici musicali, ho trovato la mia personalità ascoltando musica italiana. Amo la filosofia di vita che è molto simile a quella del Sud della Spagna. Amiamo goderci i momenti e in questo siamo uguali».
Canti con Dargen D'Amico, come è nata la collaborazione?
«In modo molto organico e naturale. Gli ho mandato il brano e gli è piaciuto subito. Tanto subito che dovevamo fare tutto in una settimana e in tre giorni è entrato in studio, ha scritto, ha filmato il video per le strade di Milano mentre io giravo a Madrid. Lo ringrazio davvero».
Cosa ti piace di lui?
«Mi piace il modo in cui racconta le cose, la sua voce, la sua musicalità che rispecchia la sua personalità. E in questa canzone il suo lato rap mi emoziona tantissimo».
Lo suonerete insieme quest’estate?
«Sì, ci sono già alcuni appuntamenti fissati e spero che lui possa esserci sempre».
È un brano autobiografico?
«C’è una parte autobiografica, non tutto. Canto una storia che finisce in un modo molto malinconico, io sono molto sentimentale, sono romantica in tutto. Parlo di me ma allo stesso tempo parlo di una storia in cui si può identificare chiunque».
Come vivi l’amore quando sei innamorata?
«Con intensità. Mi lascio andare e se mi innamoro lotto per farlo funzionare sempre. Mi do al massimo».
Torni dopo un anno, che cosa ti porti dietro?
«Ho vissuto tantissime esperienze. Ho viaggiato tantissimo in America Latina, sto lavorando moltissimo lì. È stato un anno molto bello, sto scrivendo un terzo disco».
E ora cosa ti aspetta?
«Mi aspetta un’estate impegnativa. Prosegue il mio tour in Spagna che poi porterò anche in Sud America, tornerò in Italia e sarà come essere in vacanza perché quando vengo qui ritrovo amici che non vedo da tempo, visito città e posti bellissimi, mangio benissimo. Devo finire l’album. Magari ad agosto però faccio qualche giorno di vacanza davvero».
Riesci a ritagliarti spazi di vita personale?
«Sì, negli anni ho imparato. Ho 27 anni, voglio vedere le mie amiche, andare in vacanza come tutte le ragazze della mia età, vedere la mia famiglia, stare nella mia casa in campagna. Prendermi tempo per me è quello che mi permette di connettermi con me stessa, devo farlo».











