Sotto un cielo di zaffiro, in un open-space dal parquet luminoso e scricchiolante nel I arrondissement, incrociamo lo sguardo del caposaldo della pasticceria francese, Pierre Hermé. Ha occhi piccoli e vispi, il portamento fiero, una barba curata ma non immacolata in pieno stile parigino e grandi mani possenti capaci, tuttavia, delle più grandi delicatezze. Il suo nome è infatti accostato ai macarons, i piccoli scrigni di pasta di mandorle, così come a creazioni di zucchero dalla glassa scintillante da assaporare prima con gli occhi. In tutte le loro parti dettagliate, scelte, testate, pensate al millimetro e raccontate durante la degustazione delle sue nuovi creazioni in collaborazione con Nespresso. Tre referenze, un espresso classico, un aromatizzato alla nocciola e uno al lampone che gustiamo in tazzine dal bordo concavo, «facendo rumore per degustarne ogni nota», ci dice il maître pâtissier. E solo dopo aver posato le labbra sui macarons alla marmellata laccata al lampone o alla crema dall'intenso profumo di nocciole del Piemonte, sprofondiamo in un divano oltremare per farci raccontare da Monsieur Hermé la sua città, durante il periodo più luminoso dell'anno.

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La nuova collezione di caffè Nespresso creati in sua collaborazione sono ispirati alla Ville Lumière, all’atmosfera delle feste. Come la ritroviamo nei prodotti?

«L’atmosfera della collezione vuole restituire un’immagine calda, natalizia. Ho voluto comunicare una sensazione, un’emozione a 360°, sia con il gusto delle proposte che spaziano dal lampone alla nocciola, sia con il loro packaging dalle pagliuzze dorate che richiama le luci della città. Tutto ciò è sublimato dai due Calendari dell’Avvento, un richiamo imprescindibile al periodo natalizio. Ne abbiamo uno più classico, con i cioccolatini al suo interno, e la versione deluxe, che contiene diverse sorprese tra cui una pallina per l’albero di Natale realizzata in vetro».

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Qual è il luogo da non perdere a Parigi durante il periodo natalizio?

«É una domanda difficile, sono tanti i posti da non perdere. Tra i miei preferiti segnalo però lo Swedish Christmas Market che si tiene nei pressi della chiesa svedese nel XVII arrondissement. La Svezia ha una tradizione natalizia complessa e prodotti specifici per questa celebrazione. Mi piace molto, c'è un'atmosfera davvero particolare».

Parigi e café sono un binomio imprescindibile. Qual è il suo preferito?

«Non ne ho uno. In generale mi piace trascorrere il mio tempo nei bar degli hotel. Sono ambienti vivaci, con tante persone. E qui mi piace prendere sia un caffè da solo, sia in compagnia di altri. Il caffè è convivialità, è condividere un momento, è vita».

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Davide Dissegna / EyeEm//Getty Images

Quali sono i sapori in cui si condensa l'atmosfera della città?

«Quando ho lavorato ai macarons ispirati alla Tour Eiffel per le mie tre boutique della zona, dovevo pensare a dei sapori che ricordassero e parlassero di Parigi. Non è stato semplice ma alla fine ho condensato la città in due proposte: una al cioccolato e lamponi, avvolgente, e uno al cioccolato e menta fresca, pungente. Volevo trovare degli ingredienti made in Paris ma non è facile, ad esclusione del miele che fanno in zona Operà. Parigi è così, dolce e allo stesso tempo frizzante».

Se dovesse decidere un solo dolce da portare sulla tavola delle feste, quale sarebbe?

«Il dessert che non può mancare è sicuramente la bouche – dolce tipico francese a base di cioccolato e pan di spagna, una sorta di tronchetto -. Un dessert da condividere, da assaporare con la famiglia. La versione che proverò quest’anno è la bouche parisienne, con caramello e cioccolato».