Questo per la The Walt Disney Company non è stato un anno facile. L'arrivo al cinema del live action di Biancaneve, anticipato dalle polemiche sorte intorno alle dichiarazioni delle due protagoniste Rachel Zegler e Gal Gadot e poi sulla riuscita effettiva del film, ha messo in standby un'industria, quella dei live action, appunto, potenzialmente molto florida per l'azienda. All'atto pratico, tra tutti i progetti usciti in questi anni (da La Bella e la Bestia con Emma Watson, Cenerentola con Lily James, il franchise di Maleficent con Angelina Jolie, Aladdin e Dumbo, giusto per citarne alcuni), sono in pochi quelli veramente rimasti nel cuore degli spettatori e che hanno superato il confronto con l'originale.

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Courtesy Walt Disney Studios//Disney
Lilo & Stitch al cinema

Una piacevole eccezione arriva da Lilo & Stitch, in sala dal 21 maggio e già campione id box office: è la migliore apertura del 2025 con oltre 8 milioni raccolti al botteghino nel primo weekend di uscita. Nell'ecatombe di live action che potrebbero non vedere la luce nei prossimi anni (è andato in standby anche il remake di Rapunzel, tra i più attesi dal pubblico), questa pellicola che riprende le vicende del buffo alieno Stitch e della sua amica hawaiana Lilo arrivato originariamente al cinema nel 2002 è riuscito lì dove altri progetti simili non sono arrivati: ha convinto i fan dell'opera prima e anche il pubblico ormai saturo di live action.

Lilo & Stitch al cinema è un felice calco dell'originale. Sarà questo il segreto di un buon live action?

Nel processo di riscrittura subito da molti classici Disney (vedi La Sirenetta con Halle Bailey) per adeguarsi ai nuovi linguaggi e temi dell'epoca contemporanea, la critica del pubblico più ricorrente riguarda proprio la perdita di intenti: è vero che storie come Cenerentola e Biancaneve oggi sono estemporanee, che l'azienda ha già superato brillantemente l'impasse dei principi che salvano inermi principesse in pericolo con progetti riusciti come Frozen, Rebel o Moana e che Pinocchio o Dumbo sono stati lanciati in epoche totalmente diverse da quella attuale, ma manipolare la sceneggiatura di una storia solo per questioni di puro marketing ha davvero senso?

Il live action di Lilo & Stitch diretto da Dean Fleischer Camp ha compiuto dunque un'altra scelta, forse salvifica: ricalcare i passi dell'originale (quello ideato da Chris Sanders e Dean DeBlois su un soggetto originale). Ritroviamo Stitch - al secolo Esperimento 626 - il buffo e tenero alienoide che la piccola Lilo, nel live action interpretata dalla bravissima Maia Kealoha, adotta come fosse un cagnolino. La dolce protagonista della storia è un'orfana che vive con la sorella Nani (Sydney Agudong) su un'isola hawaiana: le due sorelle cercano di destreggiarsi tra povertà e difficoltà e l'arrivo del pasticcione Stitch non fa che amplificare i loro problemi. Fino al lieto fine assicurato - d'altronde siamo pur sempre nell'universo Disney - che porta la narrazione verso riflessioni tanto elementari ed essenziali quanto ampie, necessarie e commoventi.

Ohana vuol dire famiglia allargata. Un concetto fondamentale in Lilo & Stitch

Sia nell'originale del 2002 sia nel remake animato del 2025 rimane fondamentale il concetto di "ohana", che nella cultura hawaiana identifica una famiglia allargata unita da legami non necessariamente di sangue. Lilo e Stitch diventano amici nonostante le convenzioni e e le diversità - il riferimento implicito è alla discriminazione razziale che si fa contro Stitch in quanto alieno - e, infine, si uniscono insieme a Nani a formare un clan familiare che ha la stessa dignità di quelli socialmente riconosciuti come tali. Il live action non si discosta da questo significato ultimo, che poi rappresenta la morale dell'intero film, e proprio per questo sta raccogliendo ottime recensioni, sia in Italia sia globalmente. Dunque questo nuovo live action della Disney può meritare, dopo anni complessi, un passaggio in sala. Perché Stitch e la sua inseparabile Lilo rimangono adorabili come 23 anni fa. Perché è impossibile resistere al rigoglioso merchandising che da decenni circonda il titolo. E perché a volte il lieto fine è più semplice di quello che può sembrare all'apparenza: avere qualcuno accanto che ti capisce e ti accetta per come sei è l'unico traguardo per cui dovremmo combattere.