Per Lily Gladstone ci saranno sempre due vite: quella che finisce prima di conoscere Leonardo DiCaprio e quella che inizia dopo il loro incontro, suggellato il 20maggio al Festival di Cannes dalla premiére del film Killers of the flower moon firmato da Martin Scorsese.
L’attrice 36enne nativa americana è stata scelta da Salma Hayek per i talk al femminile di Kering Women in motion, dove si è parlato di un film che incrocia la vita professionale dell'attrice e quella personale. Killers of the flower moon, infatti, racconta una parte della storia degli indiani d’America, precisamente quella del clan degli Osage all’inizio del XX secolo: la loro terra ricca di petrolio è diventata un obiettivo da guadagnare, accosto di ogni spargimento di sangue. Lo racconta il bestseller omonimo di David Grann, che parla anche di amore e tradimento.
Lily Gladstone non è un’adolescente che trema sul tappeto rosso, ma una donna matura che parla a nome di un popolo, un’attivista che si fa portavoce dell’ingiustizia subita da popoli interi. Questo aspetto la accomuna subito allo spirito green di DiCaprio, che si batte spesso in cause sociali a salvaguardia del pianeta.
L’attrice ha lasciato la tribù dei Nasi Forati e dei Piedi Neri a cui appartiene per studiare recitazione, ma in lei le radici sono fortissime. «Per raccontare la verità di questa storia al cinema ho chiesto il permesso di condividere i racconti privati degli Osage. Me li hanno affidati perché il mondo li conosca e io sono orgogliosa di raccogliere queste testimonianze autentiche. La vita d’altronde è come l’acqua: non può stagnare, ma deve muoversi continuamente».
Quando parla ha una postura impeccabile, non si muove di mezzo centimetro, quasi cristallizzata sulla sedia nella suite di Cannes. Per lei questo film è una cosa seria, serissima e non ha a che fare con il glamour: è un messaggio che ha trovato la strada per arrivare al mondo.
Non ha mantenuto, però, lo stesso aplomb, quando ha conosciuto DiCaprio e ha dovuto girarci insieme la prima scena: “Le mani non smettevano di tremare, ci ho messo un po’ ad abituarmi ma grazie alla sua generosità hocapito che non devi essere perfetto ma solo onesto nel modo diporti”.
Il progetto s’inserisce nel radicale cambiamento di Hollywood basato su inclusività e rappresentazione: «Credo sia vitale», spiega l’attrice «che le vicende dei nativi vengano raccontate e umanizzate perché sono persone che si comportano come persone. E a volte, per sopravvivere, si sono rifugiati nella leggerezza e nel buonumore».
Le donne nella tribù in cui è cresciuta erano al comando o, come dice lei, «matriarche tenaci, decise e testarde, dalla fede enorme». E Lily vuole rendere loro omaggio fin da quando, per caso, a due anni, nella sua riserva hanno girato un film. Non pensava sarebbe diventato un lavoro, così ha trovato un impiego nel Ministero dell’Agricoltura per registrar le arnie delle api. Eppure, a distanza di tempo, l’assistente della casting director si è ricordata di lei cambiandole il destino. E, dopo stasera, nulla sarà più come prima e lo star system la corteggerà incessantemente. È nata una stella.













