Come affrontare una discussione
Secondo Chance Marshall, psicoterapeuta, «le relazioni prosperano grazie a una comunicazione aperta, all’empatia e a uno sforzo genuino di venirsi incontro. Il linguaggio più importante nelle relazioni è quello condiviso. Un vocabolario che si crea insieme. Al di là degli schemi».
La teoria secondo cui esisterebbero cinque modalità distinte per esprimere e ricevere amore è ormai diffusa. Meno nota, tuttavia, è l’ipotesi secondo cui esisterebbero altrettante modalità per affrontare – e soprattutto concludere – un conflitto. Elaborata dal consulente matrimoniale Gary Chapman, autore del celebre I cinque linguaggi dell’amore in collaborazione con la psicologa Jennifer Thomas, questa teoria è al centro del volume The Five Languages of Apology. L’opera propone una classificazione dei diversi modi in cui le persone tendono a scusarsi e a ricercare la riconciliazione, spiegando che il perdono segue codici emotivi specifici.
Comprendere il “linguaggio delle scuse” potrebbe avere implicazioni concrete nella gestione dei conflitti relazionali. «Può cambiare radicalmente le dinamiche della comunicazione in coppia», osserva Kate Daly, psicologa e consulente relazionale. Per questo raccogliamo qui un’analisi delle cinque principali modalità di scuse e di ciò che ciascuna rivela sul piano emotivo e relazionale.
Esprimere rammarico
Si tratta del classico «mi dispiace», che si concentra sul riconoscimento dell’errore e sull’assunzione di responsabilità. «Chi sceglie questa soluzione non cerca di fare ammenda o di chiedere perdono. Vuole piuttosto concentrarsi sul dolore emotivo che è stato causato all’altro. L’empatia è la chiave di tutto. Dare priorità ai sentimenti dell’altra persona è molto importante», spiega Daly.
Ammettere le responsabilità
Si tratta di riconoscere con consapevolezza e accettare le conseguenze delle proprie azioni. Chi usa questo tipo di scuse, dimostra di essere in grado di esprimere la propria vulnerabilità e ammettere di aver commesso un errore. «Se lo fate, è perché volete capire perché le cose non abbiano funzionato», spiega Daly.
Cambiare atteggiamento
Per le persone che preferiscono questa forma, i fatti valgono più delle parole. Possono dubitare della sincerità di chi si scusa, a meno che non vengano forniti chiari esempi di come l’interlocutore intenda modificare il suo comportamento.
Pentirsi sinceramente
Si tratta di crescere imparando dai propri errori. Se siete soliti agire in questo modo, potreste apprezzare le spiegazioni quando gli altri vi fanno un torto. «Per questo gruppo non è sufficiente sistemare la controversia sul momento: non vogliono che si riverifichi una situazione simile in futuro», dice Daly.
Pretendere la grazia
Se preferite questa strada, significa che capite la fatica emotiva che comporta perdonare qualcuno che vi ha ferito. Ma, avverte Daly, «il perdono non dovrebbe essere richiesto». Se lo ricevete, «riconoscete che chi lo cerca dimostra rispetto e umiltà», conclude.













