Oggi più che mai la nostra vita personale è spesso intrecciata con la dimensione digitale. Foto, video, audio vocali e messaggi diventano strumenti per esprimere sentimenti anche come affetto, intimità e fiducia. Ma cosa succede quando questa fiducia viene tradita e i contenuti privati vengono condivisi senza consenso? Questo fenomeno, noto come revenge porn, ovvero la divulgazione non autorizzata di immagini o video intimi, rappresenta una grave forma di violenza e può portare a gravi conseguenze psicologiche e fisiche. Il revenge porn inoltre, non è solo un atto di violenza digitale ma un crimine che può distruggere vite, minare la dignità di chi lo subisce e lasciare ferite profonde. Il materiale che configura il reato di revenge porn può essere sia scattato inizialmente in modo consensuale e poi condiviso con altri invece senza l’accordo della persona ritratta, o anche scattato o girato senza permesso fin dall’inizio. Telefono Rosa e Motorola hanno rilevato un gap di comunicazione nei confronti dei giovani su questi temi e hanno voluto creare una campagna che potesse raggiungere i ragazzi in modo efficace per sensibilizzare i giovani su questi argomenti e spiegare come difendersi . NonMiViolare è un importante progetto sull’uso responsabile dello smartphone contro il revenge porn, realizzato in collaborazione con Telefono Rosa, la prima associazione italiana al fianco delle donne che dal 1988 che offre supporto alle vittime di violenza, con il contributo di Polizia di Stato – Polizia Postale e con il fondamentale supporto di AC Monza, Pallacanestro Varese e UYBA Volley. Alcuni dati emersi da un'indagine realizzata dalla società di ricerca Nielsen, su ragazzi e ragazze di età compresa tra i 18 e i 27 anni, sono molto allarmanti:

  • 1 giovane su 4 conosce una vittima di questo reato
  • il 4% dei ragazzi e delle ragazze tra i 18 e i 27 anni dichiara di essere stato vittima di revenge porn
  • il revenge porn è un tema familiare al 92% degli intervistati
  • lo smartphone per il 90% è lo strumento principale per il reato
  • il fenomeno del deepfake, le tecnologie che inseriscono il volto di una persona in contenuti pornografici senza il suo consenso, è noto dall'83% ma è riconosciuto come reato in tutte le sue forme solo dal 52%
  • meno della metà denuncerebbe conoscendo la vittima
  • 1 giovane su 4 denuncerebbe se si trattasse di un estraneo
  • il 95% vuole maggiore consapevolezza sul fenomeno
  • il 79% desidera informazioni su come proteggersi

Partendo da questi dati, Motorola e le esperte di Telefono Rosa, con il contributo di Polizia di Stato, hanno realizzato una vera propria guida pratica che offre ai giovani gli strumenti concreti per comprendere cos'è il revenge porn, quali sono le sue implicazioni legali, fisiche e psicologiche e come prevenirlo, promuovendo una cultura del rispetto e della consapevolezza online. Nella guida, sempre con un linguaggio semplice e appealing, i giovani potranno capire come reagire in caso di diffusione di immagini intime, indicando a chi rivolgersi e quali passi intraprendere per tutelarsi. Il materiale dell’indagine e della guida pratica è disponibile sulla landing page NonMiViolare.it, uno spazio online sicuro dedicato alla lotta contro la violenza sulle donne, e sarà distribuito nelle scuole grazie alle attività formative di Telefono Rosa e al supporto dei partner coinvolti.