Ha inaugurato nei giorni scorsi la 71a edizione del World Press Photo, l'exhibition che, come da tradizione, mette in mostra in Galleria Carla Sozzani (corso Como 10) i vincitori del prestigioso premio di fotogiornalismo di respiro internazionale. Resta invariata la formula dell'evento culturale tra i più attesi per gli amanti della fotografia d'impegno, così come invariato è il livello e l'impatto visivo delle immagini. Quest'anno - novità - la giuria era presieduta da una donna (circostanza tutt'altro che casuale, come confermato da Jerzy Brinkhof, l'Exhibitions Manager and Curator): si tratta di Magdalena Herrera, responsabile della sezione fotografica del magazine francese Geo.
Noi di Cosmo abbiamo avuto la fortuna di vedere in anteprima l'esibizione con un cicerone d'eccezione, Brinkhof appunto, al quale abbiamo approfittato per fare qualche domanda. Come si spiega la longevità (siamo alla 71a edizione del premio) e il successo del WPP? Il motivo è più semplice di quanto si pensi, ci ha risposto il curatore, perché sono tantissime le persone che amano documentarsi e informarsi per immagini, e gli italiani non fanno eccezione a quanto pare! Gli abbiamo poi chiesto come mai, da quest'anno, sia stata introdotta la nuova categoria Ambiente mentre non c'è più la categoria Vita Quotidiana. Le ragioni sono molto semplici: la vita quotidiana è presente in pratica in tutte le sezioni, mentre il World Press Photo ha voluto introdurre il topic Environment per sensibilizzare circa il tema dell'impatto dell'uomo sull'ambiente, drammaticamente e progressivamente sempre più forte.
Altra curiosità che noi di Cosmo avevamo era se - come lo scorso anno - la giuria avesse avuto un'accesa discussione per l'assegnazione del premio più prestigioso, quello della categoria Spot News. Nel 2017 il confronto era sfociato nelle dimissioni dell'allora presidente della giuria, che si era dissociato dalla scelta della maggioranza. Pare che quest'anno non sia stato così, ma in ogni caso, ha spiegato Brinkhof, le discussioni, soprattutto quelle più accese, sono la prova che le scelte dei giurati sono assolutamente democratiche.
Per la cronaca, il primo premio è stato assegnato a Ronaldo Schemidt dell'Agence France-Press, che ha colto l'attimo esatto in cui un ragazzo fugge in fiamme durante una manifestazione di protesta contro il presidente Nicolás Maduro, nel maggio dello scorso anno.
Puoi visitare la World Press Photo Exhibition in corso Como 10 fino al 10 giugno, il biglietto d'ingresso costa 5 euro (3 euro per i visitatori da 6 a 26 anni).
Ecco di seguito una gallery rappresentativa delle foto in mostra, courtesy Galleria Carla Sozzani, Milano:






















