La Francia sta per introdurre una delle misure più radicali in Europa per la tutela dei minori nell’era digitale. Quale? Un divieto che impedisce ai ragazzi sotto i 15 anni di utilizzare i social network. L’iniziativa, che è già stata approvata all’Assemblea nazionale con ampia maggioranza, ora dovrà essere confermata dal Senato prima di diventare legge. L’obiettivo dichiarato è affrontare i rischi legati all’uso precoce dei social media, come ansia, dipendenza da schermo, cyberbullismo e pressione sociale. La proposta, inutile dirlo, ha subito acceso un dibattito intenso sulle responsabilità dello Stato, delle piattaforme, delle famiglie e della scuola nel definire i limiti della vita online. Il divieto potrebbe entrare in vigore già all’inizio del prossimo anno scolastico, richiedendo alle piattaforme di implementare sistemi più efficaci di verifica dell’età per bloccare l’accesso ai giovanissimi. Secondo chi ha sostenuto la norma, i social network e gli algoritmi che li governano sono progettati per aumentare l’attenzione degli utenti, senza tener conto della fragilità emotiva degli adolescenti. La proposta prevede che nessun minore di 15 anni possa creare o utilizzare un account su piattaforme come Instagram, TikTok, Snapchat o qualsiasi altro servizio che includa funzionalità social come feed di contenuti, messaggistica o commenti. Il testo di legge è stato pensato per arrivare in tempo per l’inizio dell’anno scolastico, con l’idea di dare alla new generation più tempo per sviluppare consapevolezza digitale prima di entrare nel mondo dei social.



Cosa prevede il divieto e come funzionerebbe?

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La legge, sostenuta dal presidente Emmanuel Macron e approvata a Palais Bourbon con 130 voti a favore e 21 contrari, imporrebbe un limite di età rigoroso che toccherebbe direttamente le piattaforme social (se approvata anche dal Senato). L’obbligo di verificare l’età ricadrebbe su chi gestisce i servizi digitali. Le aziende, come vi avevamo già spiegato, dovrebbero implementare strumenti di autenticazione affidabili per impedire ai minori di registrarsi o accedere. Questo tipo di controllo potrebbe prevedere sistemi che confrontano l’età dichiarata con documenti ufficiali, oppure procedure più innovative pensate per tutelare anche la privacy degli utenti, evitando la raccolta eccessiva di dati. Entro la fine del periodo di transizione, previsto nella prima parte del 2026, le piattaforme dovrebbero adeguare i loro sistemi per rispettare la nuova soglia di età, e gli account di utenti che risultassero non conformi dovrebbero essere disattivati. Verificare l’età online in modo affidabile è complicato, diciamocelo. Esistono online strumenti per aggirare i controlli (come l’uso di documenti falsi o l’accesso tramite account di adulti). L’obiettivo è infatti proprio questo: creare un equilibrio tra tutela dei minori e libertà di accesso alla rete, evitando che i ragazzi trovino scorciatoie tecniche per dribblare le regole.

L'opinione pubblica: da che parte stai?

La proposta ha diviso l’opinione pubblica. I sostenitori sottolineano che un uso precoce dei social può contribuire a creare dipendenza, influenzando negativamente l’autostima e aumentando l’esposizione a bullismo. Dall’altro lato, critici e oppositori mettono in discussione l’efficacia di una regolamentazione così rigida. E altri, ancora, sollevano preoccupazioni sulle implicazioni per la libertà personale. Fino a che punto lo Stato dovrebbe determinare come, quando e con quali strumenti i ragazzi possono accedere alle tecnologie digitali? Alcuni Paesi hanno già implementato limiti di età più alti per determinate piattaforme e l’Unione Europea sta lavorando a standard comuni di sicurezza digitale che includano protezioni specifiche per i minori. Anche le piattaforme sex online come YouPorn e Pornhub hanno fatto sapere che bloccheranno l'accesso ai nuovi utenti nel Regno Unito per proteggere i minorenni da contenuti espliciti. La decisione arriva dopo l'entrata in vigore dell'Online Safety Act, la legge a tutela dei minorenni su internet. Come risponderà l'Italia a questi chiari segnali in arrivo dall'Europa? Non ci resta che scoprirlo (sui social, ovviamente).