Che cos'hanno in comune Kourtney Kardashian, Jennifer Garner, Chiara Ferragni, Zendaya, Kate Middleton, Taylor Swift, Natalie Portman, Annalisa, Lady Gaga (e la lista potrebbe continuare)? Tutte almeno una volta sono state oggetto di ipotesi più o meno fantasiose su una loro presunta gravidanza. L'avvistamento di pance e pancini è una vecchia abitudine dura a morire e si colloca a metà tra lo scrutinio ossessivo per i corpi femminili dal punto di vista estetico (aumenti e perdite di peso, paparazzate in bikini, centimetri di pelle da monitorare e simili) e la regola che vuole le donne di una certa fascia di età obbligatoriamente mamme o in cerca di una gravidanza. Gaga è stata oggetto di svariate voci negli ultimi giorni tanto da scegliere di smentire: «Non incinta», ha scritto la star trentottenne in un video TikTok mentre si allena. «Solo a piangere di brutto in palestra», ha aggiunto sorridendo con un riferimento alla canzone di Taylor Swift "Down Bad". Quest'ultima non ha tardato a schierarsi a favore della cantante di Born this Way lasciando un commento sotto il video: «Possiamo tutti essere d'accordo che è irresponsabile e invasivo commentare i corpi delle donne. Gaga non deve a nessuno una spiegazione, come non la deve nessuna donna».

Gaga sta collezionando successi professionali (a breve tornerà al cinema con Joker), ha una relazione stabile con Michael Polansky e si dice che stiano pensando di sposarsi. Il cliché vuole che il pacchetto completo includa anche la gravidanza e quindi ecco le voci e le foto le foto "sospette" pubblicate sul The Sun. Il punto è che siamo abituati a giudicare i corpi delle donne da come appaiono, a trarre conclusioni da un loro ingrassare, dimagrire, tagliarsi i capelli. Quello che c'è dietro non lo sappiamo quasi mai.

Le gravidanze altrui non dovrebbero essere argomento di gossip al punto da avanzare ipotesi prive di fondamento su questioni intime che spesso implicano un notevole investimento emotivo. Non possiamo sapere se una donna ha scelto di non avere figli, se è incinta ma non vuole tenere il bambino, se sta provando ad averne ma non ci riesce, se ha problemi di salute. «Proprio come ci si aspetta che le donne “si buttino” e creino carriere significative e redditizie, allo stesso tempo devono ricordare che hanno un altro ruolo», scrive Renee Ann Cramer nel suo libro Pregnant with the Stars, «la produzione di figli e il consumo di beni e prodotti al servizio della maternità». Secondo la studiosa questo continuo vedere le donne come ipotetiche mamme, questo cercare i segnali, fare domande insistenti, generare voci, ha lo scopo di ricordarci cosa la società si aspetta da loro. «La copertura mediatica del pancione è una tecnica di governance che funziona stranamente bene nella società contemporanea. Coltivare la nostra attenzione ossessiva alle gravidanze delle celebrità aiuta a soddisfare il bisogno di espansione del capitale (...) e il bisogno del patriarcato di una popolazione femminile controllata e docile attraverso la normalizzazione e l’idealizzazione di alcune forme di femminilità». Dovremmo invece coltivare forme e prospettive varie e molteplici, anche a partire da ciò che proiettiamo nelle vite delle celebrities.