Una delle prime cose che noto dal suo profilo Instagram è che condivide, nelle storie, tantissime canzoni. Mi riporta indietro a quando c'era Facebook e ogni brano condiviso sul proprio diario da YouTube veniva postato per comunicare un'emozione. Ogni lyrics evidenziato stava lì per essere dedicato a una persona speciale. Ora si fa un po' meno: quelle che scegliamo di mettere online sono solitamente nuove uscite e lo facciamo quasi sempre di venerdì, dal New Music Friday; se ci penso, mi sembra che ancora una volta succeda perché il mercato prende il posto dell'arte, dei sentimenti, degli amici, sempre più inesorabilmente.

Non che Facebook fosse meno corporate di Instagram, forse semplicemente noi eravamo adolescenti non ancora così abituati dall'algoritmo a pensare in numeri, visualizzazioni, shadowban e like. Eravamo un po' più sognatori, irriverenti e genuini, come la pagina di Angel Geranio. Le canzoni che ci posta mi riportano a quella connessione immacolata che sentivo a 14 anni, da dietro lo schermo del pc nel salotto dei miei genitori, quando c'erano ancora tantissima musica e tantissima vita da scoprire. Tantissimi hairlook.



In arte Eingel, il parrucchiere indipendente classe 1999, con base tra Milano e Parigi, condivide online "Une Lune étrange" dei L'Epee, "Alien" degli Insecure Men, "Romeo Had Juliette" di Lou Reed, a fianco dei suoi lavori più ricercati. Tagli visionari, dimensioni sperimentali, scalature non convenzionali, geometrie veloci, texture aliene, ciuffi, riccioli e colori originali. La sua arte di fare i capelli non può prescindere né dalle emozioni né dalla musica: il suo stile, in effetti, è un percorso che parte dal rock e arriva al punk, passando attraverso tutte le contaminazioni musicali che lo influenzano. Libero, istintivo e in continua evoluzione; come mi racconta, esprime i suoi dolori e le sue paure attraverso i capelli: il suo obiettivo è quello di connettere empaticamente le anime delle persone e aiutarle a essere se stesse, offrendo un'esperienza sensoriale comunicativa che vada oltre la necessità di un taglio, ma sia una pura condivisione di vita senza filtri.

Forse è proprio questo suo lato gentile – «sono una persona che tiene molto all'esprimere il proprio amore», mi dice –, in un'epoca in cui la gentilezza è raramente premiata, a renderlo ai nostri occhi uno degli hairstylist più cool d'Italia, da cui vorremmo sempre farci tagliare i capelli. Non solo per tagliarci i capelli, ma perché è chiaro che insieme a lui si fa molto altro: si ascolta musica, si crea un rapporto, si scoprono visioni artistiche e identitarie che trasformano un'acconciatura o un colore in un'estensione artistica del sé, ma anche in un'amicizia, in una parentesi di vita, vera e vissuta. «Vivo di emozioni, mi piace sentirle fino in fondo, anche quando fanno male, perché credo che sia lì che nasce la verità», aggiunge nel corso di questa intervista.

Secondo noi i capelli più belli del 2026 sono quelli che realizza lui: di seguito gli abbiamo chiesto un po' di cose su di sé e sulla sua professione, sulle tendenze, sui tagli di capelli e sulle acconciature da custodire nella bacheca delle ispirazioni, sul suo rapporto con i musicisti di cui cura l'immagine, tra cui Chiello, e sulla cultura che attraversa questa pratica a questa vita. Che vogliamo più genuina possibile come le canzoni che condividevamo su Facebook nel 2009.

Tendenze capelli 2026: l'intervista a Angel Geranio, hairtsylist che unisce tagli, acconciature, musica ed emozioni

Come ti approcci al mondo dell'hairstyling? Come ti formi? Oggi come lavori?

«Mi approccio al mondo dell'hairstyling con grande passione e rispetto per la Cultura. Mi impegno ad essere una persona molto precisa e attenta ai dettagli, perché credo che ogni cliente meriti un risultato curato e personalizzato. Per me l'hairstyling non è solo tecnica, ma anche ascolto: cerco sempre di capire le esigenze, la personalità e lo stile di chi ho davanti, così da valorizzarlo al meglio. Mi piace migliorarmi continuamente, restare aggiornato e dare il massimo in ogni servizio. La mia formazione è continua: ho studiato molto e continuo a farlo ogni giorno, ricercando sempre nuove tecniche, tendenze e ispirazioni per migliorarmi e restare aggiornato, cercando di sperimentare e sconfiggere ogni giorno quel senso della quotidianità lavorativa».

Che cosa ti lega ai capelli? Che cos'è per te la cosa più bella dei capelli?

«I capelli per me sono come la vita, una seconda anima. Raccontano chi siamo, le nostre emozioni e i nostri cambiamenti. Lavorarci significa entrare in connessione con la persona e darle la possibilità di esprimersi, una delle cose che amo del concetto dei capelli è che il modo in cui li porti racconta molto di te: la tua cultura, il tuo stile musicale e anche il tuo mondo interiore. Attraverso i capelli si esprime l'identità di una persona, si riflette alle persone che hai di fronte a te come uno specchio.

Come sono i capelli dei tuoi sogni?

    «Non ho un'idea precisa, cambio spesso punto di vista. Sicuramente però li immagino punk, liberi, con un'attitudine forte e delle sfaccettature anche un po' cupe, che raccontano emozioni vere».

    Tecnicamente, quali sono le acconciature o i tagli che più ti piace realizzare?

    «Il taglio migliore che ho fatto è stato il Chelsea cut, un taglio di cultura inglese, che ho realizzato a Manfred, uno dei miei migliori amici. È stato speciale perché unisce tecnica, stile e un legame personale molto forte: lui meritava molto questo look, al di là dell' estetica ci tengo molto che determinati tagli che hanno segnato una certa storia vengano fatti su un certo tipo di persone».

    Quali sono le tue ispirazioni principali?

      «Le mie aspirazioni più grandi ogni giorno sono le persone nuove che incontro. Mi piace osservare tutto senza giudizio e lasciarmi ispirare da qualsiasi cosa, dalla più semplice alla più particolare, cercando di vivere con un piede nella normalità e l'altro nella particolarità. L'essere umano in primis da cui sono ispirato è il mio amico di avventure Pietro, lui è un vero punk e amo molto il suo modo di vedere le cose, con una grande forza e trasparenza. Come nomi più conosciuti ci sono anche Francesco Cerutti in arte Francis Delacroix e Lorenzo Danieli in arte baby kirua».

      Come funziona il tuo processo creativo? Che ruolo hanno la ricerca e la sperimentazione nei tuoi lavori? Qual è l'elemento che non può mancare in un tuo look?

        «Di solito parto senza sapere dove arriverò. Lascio che le idee mi trovino, come se fossero piccole creature che bussano alla mia porta. Il mio lavoro è ascoltarle, capire cosa vogliono dirmi, e poi aiutarle a prendere forma nel mondo reale».

        Quali sono le tendenze hair del momento? Che rapporto hai con queste?

          «Non seguo le tendenze perché preferisco lasciarmi guidare dalla mia cultura, dalla storia e da ciò che mi ispira davvero. Per me la moda non è quello che è popolare adessoma sicuramente l'estetica rock continua a dominare ogni anno, non muore mai».

          Che rapporto hai invece con gli artisti di cui curi lo stile? Cosa significa essere l'hairstylist di Chiello?

            «Con gli artisti con cui lavoro il rapporto è molto collaborativo. Costruiamo tutto insieme: non si tratta solo di fare un taglio o un colore, ma di capire chi sono, cosa vogliono comunicare e trovare uno stile che rispecchi davvero la loro personalità. Essere l'hairstylist di Chiello significa essere parte del suo percorso creativo, accompagnarlo nelle sue scelte estetiche e sperimentare insieme. Il processo è molto condiviso: parliamo, proviamo idee, ci confrontiamo, fino a trovare il look che funziona meglio per lui».

            A chi vorresti fare i capelli almeno una volta nella vita? E se avessi potuto scegliere un personaggio famoso del passato?

              «Mi sarebbe piaciuto tantissimo fare i capelli a Lou Reed, perché oltre a essere un'icona del rock aveva uno stile così unico e riconoscibile. Sarebbe incredibile poter interpretare la sua personalità attraverso i capelli e provare a tradurre in uno stile il suo spirito creativo. Mi piacerebbe conoscere Zumi Rosow, nota modella e musicista dei The Black Lips, uno dei miei gruppi preferiti di nicchia».

              Esiste un rapporto tra musica e capelli secondo te?

              «La musica per me non è solo suono: è ciò che rende speciale ogni momento con i miei clienti. Ogni canzone crea un piccolo mondo tutto nostro, li fa sentire bene e rende l'esperienza unica, quasi come se anche i capelli danzassero al ritmo delle emozioni che condividiamo. Scelgo personalmente ogni playlist in base all'energia della persona e questo mi aiuta a legarmi ancora di più emotivamente al cliente come se in quel momento stessimo soffrendo o sognando nello stesso spazio parallelo. Ogni canzone racconta un momento unico con i miei clienti: li fa sentire bene e rende l'esperienza un piccolo mondo condiviso».

              Quali sono le nuove idee che ti stimolano e che vorresti provare a portare nei tuoi lavori?

                «Vorrei provare a portare nei miei lavori un po' di magia: come se i capelli potessero danzare al ritmo delle emozioni e ogni cliente si sentisse protagonista di un piccolo spettacolo personale. La mia idea è trasformare lo spazio del lavoro in un mondo tutto nostro, dove musica, colori e movimento dei capelli creano momenti che rimangono impressi come una scena di un film. Come dico sempre, ho il sogno di avere un sogno senza tempo e doveri, respirando giorno per giorno. Questo è il concetto che racchiude tutto il mio sistema».

                I beauty must-have secondo Cosmopolitan