La durata di ogni prodotto di bellezza è limitata così come lo è la vita delle fragranze che ami spruzzare per lasciare in giro la tua firma olfattiva. Sebbene non esista una vera e propria data di scadenza che indichi quando è necessario buttare il profumo, ci sono tanti modi per capire se stai conservando bene le tue fragranze preferite e altrettante indicazioni per imparare a farle durare di più nel corso del tempo. Una buona regola da seguire per non rischiare di sprecare il profumo è scegliere il formato da 100 ml per le profumazioni di uso quotidiano, mentre per tutte le altre è meglio optare per formati più piccoli, come i 50 ml.
I profumi hanno una scadenza?
Il primo mito da sfatare è che teoricamente i profumi non scadono, tendono piuttosto a modificare l'intensità delle note presenti al loro interno, ma se conservati in un certo modo possono durare anche a lungo. Facendo una distinzione tra le confezioni di profumo ancora sigillate e quelle già utilizzate, possiamo affermare che le prime hanno la fortuna di avere una vita decisamente più longeva senza andare incontro a significative alterazioni nel corso del tempo, mentre per le seconde la durata varia soprattutto in base alle materie prime scelte per la realizzazione della fragranza, per esempio più queste sono naturali, minore sarà il periodo di conservazione a partire dal primo spruzzo.
Quanto dura un profumo?
Sulle confezioni dei prodotti viene riportato un lasso di tempo (12, 24 o 36 mesi) deciso dalla casa essenziera che realizza il profumo dopodiché, superati i mesi indicati e intesi dalla prima nebulizzazione, la fragranza rischia di perdere il suo aroma originario. Le note più sensibili che tendono a modificarsi e a diminuire d'intensità sono quelle agrumate (bergamotto, arancia, lime), caratterizzate da una persistenza più debole rispetto a quelle legnose (patchouli o vetiver) che invece si evolvono fino a migliorare. Una fragranza che diventa più scura nel corso della sua vita non può che confermare l’utilizzo di oli essenziali naturali e non sintetici: il fenomeno definito "maturazione" interessa non solo il colore della profumazione quanto il graduale aumento dell'intensità. Ciò non significa che il profumo sia scaduto, ma che siamo di fronte al naturale processo di evoluzione delle materie prime utilizzate.
Quando buttare un profumo? Se avvertiamo una o più variazioni nella fragranza, come la nascita di sfumature acide e una debole persistenza sulla pelle, il profumo sta andando incontro alla naturale scadenza.
Come conservare il profumo e dove tenerlo: ecco i consigli per farlo durare di più
Uno dei motivi per cui oggi la maggior parte dei profumi è in formato spray è da rintracciare nella capacità di poter sigillare il collo del flacone senza lasciare entrare l'aria (che potrebbe ossidare gli ingredienti); infatti, maggiore è l'ossigeno che entra nella fragranza, più i suoi componenti tenderanno a modificarsi. Il consiglio è quello di assicurarsi di aver chiuso sempre i tappi e di sigillare l'apertura delle boccette che si utilizzano meno frequentemente. Un altro nemico delle fragranze è la luce diretta capace di alterare la composizione naturale degli oli essenziali, che sia essa naturale o artificiale, il consiglio è quello di riporre sempre il profumo nella sua apposita confezione. Infine, è bene non tenere le boccette di profumo negli ambienti caldi e umidi perché si rischia di rovinare la fragranza: il segreto è custodirli in uno spazio al riparo dalla luce, in un luogo asciutto e sempre fresco.







