La bellezza dovrebbe rappresentare ciò che siamo realmente, ovvero, il nostro stile personale al di là di definizioni di genere ed etichette. La parola chiave, in questo caso, è dovrebbe. Certo, perché, purtroppo il binomio maschile-femminile è ancora radicato nel beauty — e, in particolare, nel make-up — tanto da rendere quasi impossibile trovare una propria dimensione quando si desidera esprimersi in quanto persona non-binaria. Qual è, dunque, il ruolo del trucco? Perché, ad esempio, scegliere di truccarsi dovrebbe automaticamente definire una persona come "donna"? La realtà è che, tuttora, il ruolo del trucco è quello di identificare l'appartenenza a un genere specifico, almeno a un primo sguardo. Se, almeno teoricamente, il make-up potrebbe essere perfetto per sperimentare e capirsi meglio, la realtà è che l'industria cosmetica non è un ambiente inclusivo come si vorrebbe pensare. O meglio, fatica ancora a comprendere come rappresentare la fluidità di genere, rimanendo ancorata a concetti come "uomo" e "donna".

Make-up e non-identificazione di genere

La scelta del trucco non potrebbe essere più personale e, soprattutto, non dovrebbe imporre una visione in bianco e nero del mondo. O, meglio, in rosa e azzurro. La realtà, infatti, è che le persone non-binarie sono completamente tagliate fuori. L'industria cosmetica, infatti, lavora ancora a stretto contatto con gli archetipi di maschile e femminile, escludendo chiunque non si identifichi come tale. Basta pensarci per un secondo per comprendere quello che è l'assunto generale: il trucco è una "cosa da donne", dunque, chi usa il make-up è una donna e, se non biologicamente, si identifica come tale o presenta "caratteristiche" femminili come l'attrazione per gli uomini. Parole, lo sappiamo, che non devono essere generalizzate, eppure — anche nel 2022 — questo automastismo di pensiero, un vero e proprio condizionamento, è che ciò impedisce alla comunità non-binaria di appropriarsi davvero di bellezza e make-up.


"Non sembri non-binario": la questione da superare

Viviamo in un mondo che ama, adora le etichette e le pone su qualsiasi cosa. Anche su oggetti che, in realtà, potrebbero essere per tutt*. Basti pensare ai prodotti skincare, ai rasoi, persino ai profumi. In particolare, l'inversione di tendenza nella ricerca delle note — la rosa è diventata amatissima dai profumi "maschili", cuoio e muschio da quelli "femminili" — rende evidente quanto maschile e femminile, ormai, non abbiano più ragione di esistere. Eppure, quando si tratta di superare le divisioni di genere, diviene impossibile concepire come qualcuno non si senta né uomo né donna. Un ostacolo che, spesso, spinge le persone non binarie a creare un look che possa essere "giusto" che permetta a chi li osserva di incasellarli immediatamente. Capelli rosa, eyeliner e un seno, ad esempio, possono forse indicare un genere biologico, ma non l'identità della persona in questione. Una frase che si sente dire troppo spesso è "non sembri non-binario". E come potrebbe essere altrimenti? Essere non-binari è un'identità di genere, non un manifesto. Non si tratta di tagliare i capelli corti e cambiare il proprio aspetto radicalmente. Amare il rosa, ad esempio, non implica per forza che la persona in questione si identifichi come una donna. Un circolo vizioso, che finisce per dare adito a una vera e propria sindrome dell'impostore: come è possibile sentirsi non-binari quanto tutta l'industria cosmetica dice che ciò che ti piace è da donna/uomo?

makeup ed espressione di generepinterest
Luis Alvarez//Getty Images

L'idea di bello nell'industria cosmetica: qualcosa sta cambiando?

L'obiettivo dell'industria cosmetica è farci sentire belli. Peccato che, troppo spesso, l'idea di bello corrisponda a qualcosa di femminile. Ecco perché, purtroppo, scegliere di truccarsi o di portare i capelli lunghi rappresenta un problema per le persone non-binarie, che rischiano di veder incompresa la loro identità di genere. Qualche piccolo segnale di cambiamento c'è: il packaging dei prodotti è sempre più neutro e l'inclusività è sempre più parte dell'identità dei nuovi brand beauty. Un modo semplice per lasciare spazio a tutte le sfaccettature dell'identità sessuale, lasciando che il beauty vada davvero oltre il genere.

Headshot of Beatrice Zocchi

Beauty addicted per vocazione, ho trasformato la mia laurea in Lettere in un lavoro che mi appassiona, almeno quanto la ricerca della skincare perfetta.