Zac Efron in tendenza su twitter e nessuna reunion di High School Musical all'orizzonte. Ahia. Da venerdì, l'ex stellina Disney e/o teen idol di una generazione intera ha monopolizzato i trend sui social per numero di cinguettii. Il motivo? Un video rilasciato per promuovere l'Earth Day Musical di Bill Nye mandato in onda su Facebook Watch in cui l'attore a detta dei fan più fisionomisti sarebbe "irriconoscibile/inguardabile/un Ken umano". E così, in un tranquillo weekend di fine aprile (più o meno) anche Zac Efron aka figo spaziale senza se e senza ma è caduto nella rete del bodyshaming.
Negli screenshot che hanno fatto il giro della rete, in effetti l'attore 33enne sembra avere lineamenti diversi rispetti a quelli che conosciamo a memoria e abbiamo iniziato ad apprezzare negli anni, ma non è questo il punto. Che Zac si sia sottoposto a interventi di chirurgia estetica o meno, abbia abusato di botox o meno, si sia migliorato o rovinato o meno: sinceramente chissene frega. Da denunciare non sono le presunte punturine ma i modi, la cattiveria, la facilità con cui si sparano giudizi e si affibbia a una persona la parola "mostro" con un pelo sullo stomaco così. Il fatto che sia un personaggio pubblico non è la scusa per potersi permettere di non dosare le parole, e questo discorso vale sui social ma anche e soprattutto per i media che hanno cavalcato l'onda con articoli con virgolettati di esperti e il prima e il dopo, alimentando la discussione (e l'odio?).
E così Radar online interpella un chirurgo di Beverly Hills che ipotizza l'assunzione di "integratori come HGH e testosterone" e di "riempitivi facciali per modellare le sue guance" e un po' ovunque spuntano insiders che giurano di sapere tutto sulla sua trasformazione e la passione per la chirurgia plastica. Poi per fortuna, c'è anche chi ha sale in zucca e un briciolo di empatia ed evoca la libertà di essere, dire e fare, chi sottolinea come la popolarità non sia il passepartout per poter vomitare la qualunque senza il minimo senso di colpa e continuare a giudicare in uno stato di ignoranza atavica (l'esatto processo che sta dietro al mom shaming). Ma anche basta, davvero però.
Web editor dal 2009, con la laurea in lettere moderne e comunicazione ho coltivato la passione per la scrittura che si è poi incastrata alla perfezione con l'interesse per il mondo scintillante delle celebs nato più o meno ai tempi di Justin e Britney. Talento nascosto? Conosco le battute di Sex and the City a memoria. Guilty pleasure? I teen movie e la panna nella carbonara.












