C'è stato un tempo in cui ad Amici di Maria De Filippi accedevano cantanti, ballerini e aspiranti attori e attrici senza chissà che curriculum alle spalle. Erano giovani di belle speranze, disposti a mettersi in gioco e a volte anche a sbagliare sul palco, pur di imparare un mestiere e di avere una vetrina nel mondo dello spettacolo. Piano piano però il format si è evoluto, fino ad accogliere artisti sempre più conosciuti, spesso con una casa discografica alle spalle o con anni di esperienza in importanti compagnie internazionali. In base alle ultime indiscrezioni, tra l'altro, sembra che questa wave verrà seguita dal programma anche in futuro, e tra l'altro come regola di accesso, e non più come eccezione. Ma è davvero una buona idea?
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Ci saranno davvero concorrenti già famosi ad Amici 26?
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Non c'è motivo di preoccuparsi più di tanto, né di giungere a conclusioni affrettate: questa domanda per ora resta aperta, ed è stata lanciata come semplice ipotesi prima da Gabriele Parpiglia, poi confermata da All Music Italia.
Stando a queste fonti, pare che la produzione del talent show - forse anche per risollevare gli ascolti? - stia pensando ad un format più simile a X Factor Italia, basato interamente su personaggi piuttosto conosciuti nell'ambiente, con una gavetta non indifferente e anche con un discreto numero di follower.
È possibile che una scelta simile renda il programma più appetibile al pubblico mainstream, che ormai sembra affezionarsi a fatica ai volti della trasmissione di Canale 5. Ma non solo. Puntare su talenti formati in partenza alzerebbe di molto l'asticella qualitativa delle esibizioni di canto e di ballo. Se così fosse, potremmo finalmente liberarci delle solite discussioni tra prof, sempre disallineati sulle reali capacità di uno o dell'altro talento. C'è però qualcosa che non quadra.
Se tutti sono già pronti, che fine fa il "sogno della porta accanto"?
Fin dagli esordi, il successo di una trasmissione come Amici si è basato su un patto emotivo molto preciso con il pubblico: noi a casa facciamo il tifo per lo sfavorito, per chi entra timido ed esce popstar, per chi si prende i mazzi di fiori ma anche i pianti in sala prove perché non riesce a prendere una nota o ha il collo del piede sbagliato. Se ai nastri di partenza della 26ª edizione ci trovassimo davanti ad artisti che sanno già perfettamente come gestire una telecamera, che hanno già un management e un'estetica blindata, che fine fa la magia della scuola?
Prendiamo due casi recentissimi che hanno già testato questo confine: Diego Lazzari e Lorenzo Salvetti. Diego è entrato nella scuola portandosi dietro un impero da milioni di seguaci su TikTok; Lorenzo - forte dell'esperienza a X Factor - è arrivato con una consapevolezza artistica e una maturità che molti cantanti faticano a trovare dopo anni di tour. Esperimenti interessanti, certo, ma se questa eccezione diventasse la regola?
A quel punto, guarderemmo ancora il daytime (sempre che i rumor sulla sua chiusura non siano veri) per vedere dei professionisti fare i compiti a casa? Probabilmente no. Perché va bene alzare il livello, ma non dimentichiamoci che a noi piace ancora sognare che quel banco possa vincerlo la ragazza della porta accanto, con la tuta oversize e nessuna spunta blu sul profilo.











