Fino a qualche mese fa era puro materiale da meme: i social erano costellati di spezzoni di Camp Rock, miniera d'oro della nostalgia millenial e Gen Z, riportandoci sotto gli occhi, con un'ironia ormai adulta, i momenti più esagerati, drammatici e dunque involontariamente comici del film. Dal ballo impacciato di Mitchie Torres (Demi Lovato) in "This is me" con quelle flessioni esagerate delle ginocchia, al celeberrimo «She's really good» pronunciato dalla stessa Mitchie per commentare un'esibizione a dir poco bizzarra di Caitlyn Gellar (Alyson Stoner) alla tastiera, resa ancora più surreale se pensiamo che lo strumento era, in realtà, spento. Per non parlare dell'ormai iconica scena sulle note di "We can't back down" nel secondo film, quando i protagonisti avanzano compatti per sfidare il campo rivale in una sorta di marcia coreografata, eseguita con un'enfasi che sfiora il grottesco.
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Tutto quello che un tempo guardavamo con sguardo infantile, senza farci troppe domande, ha poi assunto una luce molto diversa, qualcosa da riguardare con un misto di divertimento e imbarazzo. E ci sembrava davvero difficile immaginare che potesse tornare a piacerci davvero. Eppure eccoci qui, dall'altra parte del tempo, con Camp Rock 3 a riaccendere i riflettori su quell'immaginario che per anni abbiamo relegato alla categoria del cringe. E tale rimane, solo che adesso a quell'ironico imbarazzo si accompagna un velo di malinconia. Perché in quelle pose esasperate e quei look sopra le righe ritroviamo gli anni più spensierati della nostra vita e, soprattutto, un universo che sentiamo profondamente, condiviso da un'intera generazione. Una familiarità che si estende anche al guardaroba di Mitchie e degli altri protagonisti, tanto da restituire un fascino inatteso a trend che avevamo giurato di non voler più indossare.
I trend moda di Camp Rock sono tornati cool
È chiaro che a riabilitare molti dei dettagli stilistici che hanno caratterizzato i costumi di Camp Rock è stato il revival dell'estetica tardo Y2K e del McBling. Non a caso, alcuni li avevamo già incontrati nelle stagioni passate, prima ancora che il fenomeno di Disney Channel tornasse a occupare i nostri feed. Si pensi al layering, che sta nuovamente raggiungendo il suo picco: vestiti sopra i jeans, gonne sopra i pantaloni, top su altri top e, nell'estate appena trascorsa, persino bikini sovrapposti l'uno sull'altro.
Una delle formule preferite dai personaggi femminili del film era proprio quella di indossare top lunghi, quasi come tuniche, su leggings o denim a zampa. E ancora, sopra queste combo, appoggiate morbide sui fianchi, c'erano le cinture, che avevano ben poco a che fare con la loro funzione originaria. Non servivano tanto a reggere i pantaloni, quanto a imprimere un certo carattere al look: più erano grandi, borchiate o decorate con maxi fibbie, in perfetto stile Tess Tyler (Meaghan Martin), meglio era. Bistrattate come l'ennesimo eccesso di un'estetica senza mezze misure, oggi tornano a imporsi come statement belt, protagoniste dei look di modelle e celeb e, inevitabilmente, anche dei nostri.
A Camp Rock sembrava poi vigere la regola di non lasciare mai il collo scoperto. Le protagoniste indossavano contemporaneamente tre o quattro collane di lunghezze diverse, mescolando perline, ciondoli di ogni forma e colore e scritte metalliche. Un accumulo volutamente esagerato che non ci sembra più così fuori tempo: dopotutto, non abbiamo forse trascorso le ultime settimane a sovrapporre sul decolleté catenine, charm e pendenti, lasciandoci conquistare proprio da questo gusto per l'eccesso?














