Alessandra Amoroso sta per diventare mamma per la prima volta e, alla vigilia del suo incontro con la figlia Penelope, frutto dell'amore con il compagno Valerio Pastore, ha deciso di svelare le emozioni che sta provando in questo periodo di attesa. Nello studio delle Iene, durante la puntata in onda il 15 aprile, l'artista ha raccontato un lato della maternità che spesso fa paura. Perché «la gravidanza non è infatti quasi mai bella o brutta, facile o dura, serena o inquieta… spesso è tutte queste cose contemporaneamente». La vera sfida, ha continuato la cantante pugliese nata artisticamente ad Amici, «è accettare questa perdita di equilibrio, l’ambivalenza. Il fatto anche che ti stai avventurando in una terra sconosciuta».

Commuovendosi per l'imminente arrivo della bambina, Amoroso ha anche citato gli stereotipi che spesso tratteggiano i contorni di una maternità idilliaca sulla carta, ma utopistica nella vita quotidiana. «Cerco di stare lontana», ha detto «dalle frasi fatte, dal modello illusorio di “super mamma”: sempre perfetta, infallibile, che serve solo a farci sentire inadeguate». Perché quel modello, semplicemente «non esiste». Esiste solo la donna che sta diventando, la madre che sarà.

Il monologo completo di Alessandra Amoroso alle Iene

«Da quando ho scoperto di aspettare Penelope, mi sorprendo ogni giorno di quante emozioni diverse si possono provare nello stesso istante. La gravidanza non è infatti quasi mai bella o brutta, facile o dura, serena o inquieta… spesso è tutte queste cose contemporaneamente. E forse la vera sfida è accettare questa perdita di equilibrio, l’ambivalenza. Il fatto anche che ti stai avventurando in una terra sconosciuta».

«Ho scelto di lasciarmi attraversare da tutte le emozioni, quelle belle e quelle brutte. Di sentirle vivere sul mio corpo che cambia, giorno dopo giorno insieme a me. Vivo la gioia e l’impazienza ma al tempo stesso una profonda paura di non essere all’altezza. E la difficoltà di condividere la mia immensa gioia sapendo che purtroppo non tutte quelle che lo desiderano lo possono avere».

«Vivo la felicità per ogni ostacolo superato, per ogni traguardo raggiunto. E anche l’ansia. Accetto le lacrime di gioia e anche quelle inquiete perché mi aiutano a conoscere la persona che sto diventando. Nel frattempo cerco di stare lontana dalle frasi fatte, dal modello illusorio di “super mamma”: sempre perfetta, infallibile, che serve solo a farci sentire inadeguate. Quel modello non esiste! Ciò che esiste, invece, è la donna che sono, la donna che sto diventando. E soprattutto la madre che sarò, con tutti i miei pregi e con tutti i miei difetti».