Il 2024 si era chiuso con un record cinematografico dal valore inestimabile: Il ragazzo dai pantaloni rosa, pellicola diretta da Margherita Ferri con Claudia Pandolfi e Samuele Carrino ispirata alla vera storia di Andrea Spezzacatena, è stato il film italiano più visto al cinema con ben 9 milioni di euro di incassi. Presentato alla Festa del cinema di Roma 2024, il film è diventato, proiezione dopo proiezione, un baluardo della lotta al bullismo e al cyberbullismo, i due motivi che hanno portato il giovane Andrea a togliersi la vita nel 2012 quando aveva solo 15 anni. Il film, forte di questo meritatissimo successo, arriverà in streaming su Netflix il 19 marzo: un motivo in più per guardarlo (o riguardarlo) e per rimarcare il valore sociale di un lavoro come questo.

Il trailer e la trama de Il ragazzo dai pantaloni rosa

Il film - nel cui cast compaiono anche Sara Ciocca, Andrea Arru, Corrado Fortuna - si racconta la storia vera di Andrea, un ragazzino come tanti che diventa vittima di una violenta ondata di bullismo a scuola e online dopo aver indossato dei pantaloni rosa, stinti per sbaglio dalla sua mamma Teresa. Il titolo del film si rifà al nome della pagina Facebook creata per prendere in giro il ragazzo; la sceneggiatura si ispira all'omonimo romanzo scritto proprio da Teresa Manes, Andrea. Oltre il pantalone rosa (Graus Edizioni), in cui la madre le emozioni e la disperazione provate alla scoperta del suicidio del figlio, ma anche la sua dolcezza e le sue ambizioni, bruscamente distrutte dalla violenza di coloro che lo hanno portato a compiere il gesto fatale.

Il film è commovente e necessario insieme e ha conquistato il pubblico anche grazie alle bellissime interpretazioni degli attori, su tutte quelle di Pandolfi e di Carrino, madre e figlio uniti per sempre da un dolore irripetibile. Teresa Manes, che dalla morte del figlio si è fatta avvocata di messaggi contro la violenza digitale e il bullismo, ha sempre raccontato nelle interviste che, ogni volta in cui parla di suo figlio, «è come aprire e chiudere di nuovo la sua bara», ma che reputa necessario raccontare chi era Andrea, cosa sognava, quali erano le sue paure per sensibilizzare su un argomento che dovrebbe diventare un pilastro dell'offerta formativa scolastica italiana. Da oltre 10 anni, Teresa Manes tiene convegni, partecipa agli incontri con i ragazzi, è coinvolta attivamente nella lotta al bullismo: il film è un riuscitissimo omaggio alla sua memoria, ma anche un monito per le nuove generazioni affinché vicende simili a quella di Andrea Spezzacatena non accadano più.