Pareva per una attimo che la bufera mediatica in cui Fedez si trova, volente (spesso) o nolente, da mesi si fosse in parte placata per lasciare spazio al suo brano, "Battito", al Festival di Sanremo che ieri si è conquistato un posto tra i primi 5 in classifica. E invece la calma è durata ben poco dato che Repubblica ha pubblicato oggi alcune intercettazioni tra il rapper e Luca Lucci, capo ultrà del Milan (attualmente agli arresti domiciliari) riaprendo il dibattito sul caso Iovino. Di quello che sta succedendo è stato chiesto un commento anche a Carlo Conti che, però, sembra intenzionato a mantenere il Festival in uno spazio neutrale estraneo a gossip, polemiche e anche cause legali. «Non sono un giudice per fortuna, mi occupo di canzoni», ha ribattuto il direttore artistico.

carlo conti parla delle intercettazioni di fedez a sanremopinterest
Stefania D'Alessandro

Fedez, le intercettazioni e la partecipazione al Festival

L'inchiesta pubblicata da Repubblica sembra portare alla luce nuovi dettagli sui legami tra Fedez e Lucci, attualmente sotto arresto per narcotraffico. Pare infatti che il capo ultrà possa aver fatto da mediatore per tutelare Fedez dopo il pestaggio ai danni del personal trainer Cristiano Iovino. «Ti vengo a trovare in sti giorni e ti porto un regalo», avrebbe scritto Fedez in un messaggio, apparentemente per ringraziare Lucci dopo l'accordo raggiunto per una transizione economica con Iovino. «Te fai il bravo che anche oggi ho dovuto sistemartela», avrebbe detto invece Lucci e ancora «Se vogliamo vederci, ci stringiamo la mano e la chiudiamo qua. Te pensa a lavorare, stai sereno, fai il bravo, me la vedo io. Abbiamo solo obblighi morali io e te, e basta».

Alla luce di questi nuovi sviluppi, in conferenza stampa la giornalista Maria Elena Barnabi di Gente ha chiesto a Carlo Conti se ritiene ancora opportuno far gareggiare Fedez al Festival con il suo brano. Il conduttore, però, ha preso le distanze dalla vicenda dicendo che «Per quanto riguarda qualsiasi tipo di processo è fondamentale la presunzione di innocenza». «Se uno viene indagato», ha spiegato, «come è successo ad Emis Killa che ha preso l'intelligentissima decisione di ritirarsi, perché non avrebbe vissuto serenamente il festival, sono scelte personali». «Io», ha concluso Conti, «ho avuto dall'azienda l'incarico di scegliere le canzoni, brani rappresentativi del mondo musicale».