Joan Thiele a Sanremo ha un messaggio forte e chiaro: ciò in cui crediamo non ha prezzo. Le nostre convinzioni non sono qualcosa con cui venire a patti, una merce da scambiare con qualcosa di più semplice quando si ha paura di esporsi. Nella poetica del brano sanremese di Thiele, al suo debutto con l'intensa ed elegantissima "Eco", «contano sempre più le idee», perché «rimangono negli occhi della gente, hanno più potere della rabbia». Il suo è un invito, un esortazione, un augurio: "Eco" è una dedica al fratello ma anche a tutti quelli che tendono ad autosabotarsi, a farsi vincere dall'insicurezza e dalla sindrome dell'impostore. Attraverso la sua voce suadente e antica, la cantautrice ci suggerisce una grande verità: «Meglio sbagliare che restare immobile». Certo è difficile, è una prova che fa a pugni con fragilità e paure senza età, perché cambiare pelle è terrificante e liberatorio allo stesso tempo. Fidati, sembra voler dire Thiele a suo fratello e a tutti noi che la ascoltiamo, in questo nuovo equilibrio instabile ritroverai te stesso. E germoglieranno le idee più rivoluzionarie. Quelle a cui non si dovrebbe mai rinunciare.

Il video di "Eco"