«Chiedo scusa alla città dei fiori». Con questa didascalia e una poesia scritta a mano pubblicata sul suo profilo Instagram, Blanco ha chiesto ufficialmente scusa a Sanremo e al pubblico per l'increscioso e contestatissimo episodio di cui è stato protagonista nella prima serata del Festival, quando, preso da un impeto di rabbia, ha distrutto la scenografia di rose sul palco dell'Ariston

«Ti ho messo in lacrime come la mia mamma, Ariston», si legge nel messaggio pubblicato proprio negli stessi minuti in cui Amadeus, conduttore e direttore artistico di Sanremo 73, confermava ai giornalisti durante la conferenza stampa di presentazione della seconda serata di aver ricevuto le scuse di Blanco. «Mi ha chiamato, era dispiaciutissimo, ha chiesto scusa e io ho accettato le sue scuse in tutta serenità. Lo conosco da un paio d'anni, Riccardo è un ragazzo talentuoso e mi è sempre sembrato molto educato. Sa di aver sbagliato, ha chiesto di essere perdonato: non gettiamogli la croce addosso», ha detto il conduttore.

Secondo la ricostruzione dell'accaduto, a Blanco è stato consegnato nel retropalco un auricolare sbagliato, che gli ha impedito di sentire il ritorno nell'audio mentre intonava "L'isola delle rose", il suo nuovo singolo. La performance sarebbe dovuta finire con Blanco coricato su un letto di rose rosse, quasi a richiamare le immagini del video ufficiale del brano, ma il disturbo tecnico, segnalato ma non compreso dai fonici, lo ha presto portato in uno stato di rabbia che, infine, lo ha condotto alla sommaria distruzione di ampie sezioni del palco.

«Lo conosco da un paio d'anni. Riccardo è un ragazzo talentuoso, sa di aver sbagliato, ha chiesto di essere perdonato: non gettiamogli la croce addosso», ha continuato Amadeus in conferenza stampa. E a precisa domanda sulla papabile "punizione", sempre che si possa usare questo termine, adeguata a un comportamento controverso e aspramente criticato su più livelli, il direttore artistico di Sanremo ha detto: «Non me la sento di bandire Blanco da Sanremo, ho sempre incontrato un ragazzo educato e gentile, non ho mai avuto avvisaglie che potesse essere altro». Non è previsto in scaletta, però, alcun ritorno di Blanco sul palco dell'Ariston in questa edizione, almeno per il momento.

Sulla polemica dei fiori e dello spreco delle rose che corollavano la scenografia della sua esibizione, il sindaco di Sanremo, sempre in conferenza stampa, ha specificato che gradire le scuse ufficiali di Blanco alla città, essendo i fiori i simboli dell'avamposto ligure. L'ode al Festival, l'ammissione «mi hai visto fragile come un bimbo», la dichiarazione d'amore finale («ti voglio bene, Ariston») parrebbero mettere un punto alla vicenda. Fino al prossimo scivolone in salsa sanremese, ovviamente.