I film degli anni ’90 hanno qualcosa di magico: sono stati il palcoscenico su cui molte stelle di oggi hanno brillato per la prima volta. In un’epoca in cui Hollywood cominciava ad aprirsi al carisma internazionale e ai nuovi volti, sono emersi nomi che oggi sono diventati leggendari. Catherine Zeta-Jones, per esempio, è passata dall’essere un’attrice promettente nel Regno Unito a diventare una star globale. Lo stesso è successo con Antonio Banderas che, dopo essersi affermato nel cinema spagnolo, ha trovato il suo spazio nell’industria americana grazie al suo talento, al suo magnetismo e a un sorriso che ha attraversato gli oceani.
Mentre il cinema degli anni ’90 si evolveva, anche i suoi protagonisti cambiavano. Il romanticismo classico si mescolava con l’azione mozzafiato, così, da questa fusione è nata La maschera di Zorro del 1998, diretta da Martin Campbell. Il film non è stato solo un successo al botteghino, ma ha anche segnato un momento cruciale nelle carriere di Zeta-Jones e Banderas. Il destino ha voluto che i loro cammini si incrociassero in questa storia di spade, passione e giustizia ambientata nella California del XIX secolo.
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Il vivido ricordo del primo incontro
In un’intervista promozionale per il loro film insieme con Moviefone, Catherine Zeta-Jones ha ricordato com’è stato quel primo incontro con Antonio Banderas: "Quando ho conosciuto Antonio, mi tremavano le ginocchia. Durante la prova davanti alla telecamera ero super nervosa, era un’opportunità unica, quindi volevo godermela nonostante fossi così agitata". Inoltre, l'attrice ha spiegato la loro immediata intesa: "Quando Martin Campbell, il regista, ci mise davanti alla telecamera, ricordo che, a differenza delle altre attrici con cui faceva le prove, qualcosa è successo. Non so cosa fosse, forse il nostro senso dell’umorismo o una luce divina, ma ci siamo capiti e, dopo, abbiamo anche ballato".
La chimica tra loro è stata evidente fin dal primo momento ed ciò che ha rappresentato la chiave affinché la loro relazione sullo schermo fosse memorabile quanto quella di Alejandro Murrieta ed Elena Montero. Il film non funzionava solo per le scene d’azione o per l’ambientazione, ma perché al centro di tutto c’era una vera connessione tra i protagonisti. Antonio Banderas, da parte sua, conserva un ricordo speciale di quelle riprese: "Siamo stati molto fortunati ad averti nel film". Pochi minuti dopo, nella stessa intervista, l’attore le ha chiesto di nuovo: "Chi è stato il tuo coprotagonista preferito di tutti i tempi?". A questa domanda, Zeta-Jones, tra risate e affetto, ha risposto: "Mio marito, Michael Douglas".
Al di là di scherzi e complicità, è chiaro che La maschera di Zorro è stato un punto di svolta per entrambi. Un film che, oltre all’avventura, ha regalato loro un’esperienza professionale unica e una complicità che il pubblico ricorda ancora con affetto. Come molte gemme degli anni ’90, quella delle vicende di Zorro rimane viva nella memoria collettiva grazie a quel qualcosa che non si può fingere: la magia di un incontro.















