Il verdetto viene pronunciato e A$AP Rocky si gira di scatto sorridendo e si precipita (si getta, letteralmente) ad abbracciare Rihanna senza frenare nemmeno un briciolo dell'entusiasmo di sapersi finalmente libero. Il rapper, all'anagrafe Rakim Athelaston Mayers, è stato assolto dalle accuse di aggressione con arma da fuoco semiautomatica e la sua reazione è stata esattamente come l'ha definita il suo avvocato: «entusiasta e folle», ma anche colma di gratitudine e amore verso Rihanna, compagna con la quale condivide due figli, che l'ha sostenuto nel corso delle udienze, nonostante le critiche. Il video in aula e la gioia di Rocky sono è subito diventati virali.

«Grazie a tutti voi per avermi salvato la vita», ha detto Rocky ai giurati dopo il verdetto. Il rapper, infatti, rischiava fino a 24 anni di reclusione dopo aver rifiutato un patteggiamento che prevedeva 180 giorni di carcere, la libertà vigilata e altre condizioni. Lui, però, era determinato a provare fino in fondo la sua innocenza e così ha fatto durante le tre settimane di processo. La vicenda in questione risale al 2021 quando A$AP Rocky e il suo ormai ex amico, il rapper A$AP Relli (all'anagrafe Terell Ephron) si sono incontrati per tentare di chiarire un litigio. L'incontro, però, è finito male e Relli ha accusato Rocky di aver sparato dei colpi di pistola che gli avrebbero sfiorato le nocche della mano. Rocky, invece, ha sempre sostenuto di aver semplicemente sparato in aria dei «colpi di avvertimento» con una «pistola di scena» usata per un video musicale e caricata a salve. Ha detto di averlo fatto perché Relli aveva aggredito A$AP Illz (anche lui membro del collettivo A$AP Mob fondato a New York nel 2005) che lo aveva accompagnato all'incontro.

Ora i giurati hanno dato ragione a Rocky il cui avvocato ha definito Relli un «bugiardo patologico e rancoroso», invidioso del successo dell'ex amico e collega. Il procuratore distrettuale della contea di Los Angeles Nathan J. Hochman, però, ci ha tenuto a precisare che, pur rispettando l'assoluzione, «non è il risultato che volevamo» e che «Il nostro ufficio rimane impegnato nella ricerca di responsabilità per coloro che infrangono la legge, indipendentemente dal loro status o dalla loro influenza» perché «la fama non pone nessuno al di sopra della legge e noi non vacilleremo nel perseguire la giustizia per le vittime e la comunità».

Il sostegno di Rihanna

Nel corso del processo si è parlato molto del peso della fama di Rocky e di Rihanna e la cantautrice e imprenditrice è stata criticata per aver sostenuto il compagno così apertamente anche portando in aula i due figli, RZA Athelston Mayers di 2 anni e Riot Rose Mayers di 1 anno. Secondo alcuni questo comportamento rischiava di condizionare il processo tramite il potere mediatico della cantautrice. Lei, però, non ha mai smesso di dare il suo sostegno incondizionato al compagno e ha festeggiato sui social la fine della battaglia legale. «La gloria appartiene a Dio e solo a Dio», ha scritto Rihanna nelle sue stories Instagram dicendosi «grata e onorata della sua misericordia».