Babygirl con Nicole Kidman è finalmente arrivato nelle sale italiane, forte di una copertura mediatica che si è imposta ormai da mesi - ovvero dal passaggio della pellicola alla Mostra del Cinema di Venezia, dove è stato presentato in anteprima - e di un cast che ha convinto critica e pubblico. Kidman, nei panni della CEO che non deve chiedere mai Romy, ha dato prova di essere una delle attrici più versatili e coraggiose della sua generazione; e Harris Dickinson, conturbante oggetto del desiderio della protagonista, si è decisamente imposto come uno dei volti nuovi e più appetibili dello scenario cinematografico attuale. Hollywood Reporter Us ha messo l'attore britannico in copertina definendolo il nuovo It Boy del momento; i meme sulla sua performance sul set - dove ha interpretato un giovane stagista affascinato dalle dinamiche tra master e slave, dinamiche in cui coinvolge, in un turbine di incontri sessuali e sperimentazioni, la sua capa - sono ovunque sui social. Insomma, Dickinson è diventato una star. Una di quelle che, da ora in poi, vedremo ovunque.
La regista del film Halina Reijn ha detto di aver scritturato Dickinson dopo averlo visto nel film Triangle of Sadness, uno dei suoi maggiori successi fino a oggi (ha ricevuto anche svariate nomination agli Oscar e ai Golden Globe 2022 e ha vinto una Palma d'Oro a Cannes): l'ha conquistata quella sua caparbietà nell'essere allo stesso tempo dolce e sfacciato, ambiguo e trasparente. Il personaggio che interpreta in Babygirl in effetti oscilla sempre su questo filo sottile, e infatti la pellicola non è un drama ma più specificatamente un thriller erotico. Dickinson, nato e cresciuto nell'East London, ha debuttato nel 2017 nel film indie Beach Rats, il primo in cui si è fatto davvero notare per le sue doti attoriali dopo essere arrivato a New York per tentare la fortuna nel mondo della recitazione.
L'ascesa di Dickinson è stata costante ma graduale. Negli ultimi dieci anni l'attore ha lavorato su set e su ruoli diversissimi (in Scrapper era un giovane padre tormentato; in The Warrior un campione di wrestling; in Maleficent - Signora del male era prince charming). I fan della prim'ora che lo seguono fin dal debutto inizialmente non hanno accolto con gioia la sua presenza in Babygirl, consapevoli che questo salto a Hollywood sarebbe stato, per Dickinson, definitivo. Samuel, che porta la protagonista del film in una lenta, perturbante e pericolosa spirale di perversioni e desideri inconfessabili, è in effetti per Dickinson un ruolo inedito, di rottura. Complesso, senz'altro: un preludio di quello che vedremo (forse) prossimamente. Dickinson infatti è tra i candidati a interpretare John Lennon nella serie di biopic sui Beatles di Sam Mendes (che, a quanto pare, per la parte di Paul McCartney vuole Paul Mescal e per quella di Ringo Starr Barry Keoghan): non c'è ancora la conferma, ma i bene informati dicono che il suo nome sia in cima alle preferenze del regista.
Mentre la sua ascesa professionale è sulla bocca e sotto gli occhi di tutti, la sua vita personale rimane rinchiusa nelle strette mura della discrezione. Dickinson da anni ha una relazione con la cantautrice Rose Gray, storia d'amore mai pubblicizzata né sui giornali né sui social. Di fatto non ne parla mai, per un senso di protezione che ha detto essere, in diverse interviste, il suo gancio più potente con la realtà.












