Mettersi contro una delle famiglie più potenti del Regno Unito è un atto di coraggio. Ancor di più se il clan in questione è legato intimamente alla royal family e alla sua futura regina Kate Middleton. Eppure la parentela illustre non ha fermato alcuni detrattori anonimi che si sono schierati contro la famiglia della principessa del Galles per via di alcuni pagamenti che sarebbero rimasti insoluti dopo la chiusura dell'azienda Party Pieces, fondata e capeggiata per decenni proprio da Carole e Michale Middleton. I genitori di Kate, secondo le ricostruzioni riportate dai tabloid britannici (molto timidamente e senza particolare clamore, questo va detto: la famiglia della moglie del principe William è mediaticamente intoccabile) si sarebbero ritrovati circondati da volantini diffamatori sparsi per la contea in cui vivono, ovvero Bucklebury nel Berkshire. Lo stesso fratello minore della principessa Kate James Middleton (che presto sarà papà del suo primo figlio), pare sia stato visto staccare i manifesti contro la sua famiglia con fare aggressivo, offeso per l'onta subita nel villaggio di cui sono tutti - Pippa, l'altra sorella di Kate, compresa - illustri residenti.

Non è dato sapere il contenuto dei manifesti, che non sono stati diffusi né dalla stampa britannica né da quella internazionale, ma pare che si tratti di una protesta di un gruppo di fornitori che ancora aspetta dei pagamenti dalla Party Pieces. Fondata negli anni Ottanta dalla mamma di Kate, l'azienda è stata per anni un e-commerce di successo, risorsa imprescindibile nel settore delle decorazioni per feste. Vittima della profonda crisi delle vendite che ha investito l'economia globale dopo la pandemia, la famiglia di Kate è stata costretta a liquidare l'azienda a maggio scorso e a venderla a un imprenditore scozzese. Un modo, secondo le versioni ufficiali, per godersi finalmente il frutto degli anni di duro lavoro alla guida dell'impresa e i nipotini (ovvero i tre figli di Kate e William, i tre bambini di Pippa Middleton e quello di James e sua moglie Alizeè Thevenet in arrivo). L'azienda in realtà navigava in brutte acque già da un po' e la possibilità di disfarsene è stata, anche se a malincuore, una scelta quasi obbligata per Carole e Michael, che pure sulla Party Pieces hanno fondato tutta la loro fortuna.

Un vicino di casa dei Middleton, riguardo alla questione dei volantini denigratori, ha detto: «Carole e Michael sono incredibilmente popolari nella contea. Tutti erano sconvolti da quei manifesti. Che ingiustizia che siano stati affitti nel loro villaggio dove vivono da anni e dove tutti li conoscono». La fonte ha aggiunto che i Middleton, dopo la cessione dell'azienda, hanno «cercato di chiudere le cose al meglio» e che non meritavano di subire quello che è stato definito come un vero e proprio «abuso». Memori dell'ira del principe William dopo l'uscita di un articolo del Tatler che parlava proprio della famiglia della moglie descrivendola come un gruppo di arrampicatori sociali, i tabloid britannici si sono ben guardati dal coprire la notizia in modo massivo: la questione dei volantini contro i genitori di Kate si è chiusa in sordina e nessuno, al momento, sa come sia finita la coraggiosa protesta dei loro ex fornitori.