Esiste un video del 2003 dove JLo l'aveva preannunciato. «Rimarrò Jennifer Lopez dal punto di vista professionale, ma il mio nome sarà Jennifer Affleck», dice e, a distanza di quasi vent'anni, dopo altri matrimoni (tutti senza assumere il cognome del marito) e due figli, ha mantenuto la promessa fatta al suo ragazzo di allora. «Con affetto, Mrs Jennifer Lynn Affleck», si è firmata nella sua ultima newsletter dopo essere convolata a nozze a Las Vegas con Ben Affleck. Così, mentre i due si godono la luna di miele a Parigi, è nata una polemica. Ok il romanticismo dei Bennifer ci fa credere di nuovo nell'amore, ma ha senso, di questi tempi che una donna prenda il nome del marito? Non è un retaggio patriarcale?
La risposta è sì: un tempo i matrimoni erano una questione economica e di unione tra famiglie, la donna veniva "data" in sposa dal padre al marito e passava dalla giurisdizione del primo a quella del secondo, cambiando cognome. Non aveva capacità giuridica a sé stante, non poteva possedere beni né firmare contratti. Ora nel mondo occidentale le cose sono cambiate e, in particolare nel caso di Jennifer Lopez che, con il suo nome, ha creato un vero e proprio impero. Infatti c'è chi dice che la sua sia semplicemente la libera scelta romantica di una donna che può tutto. La pensa così, ad esempio, Sandra Garcia, giornalista del New York Times, che si chiede se le donne famose ora non lo scelgano proprio per dimostrare di poterlo fare senza che questo intacchi la loro identità. Parla di "nuovo simbolismo". «Prendere il cognome del partner si è evoluto in un segno di affermazione personale?», si chiede. Forse è così, perché alla fine sappiamo tutti che, comunque andrà, JLo rimarrà sempre Jenny From The Block.
Ma che dire di tutte le altre donne che non sono certo nella posizione di Lopez? Dei retaggi culturali che questa tradizione si porta dietro? Secondo un'analisi del 2015 del New York Times, Negli Stati Uniti, solo il 20% circa delle donne sceglie di mantenere il proprio cognome da nubile. Questo significa continuare a rinunciare, anche solo formalmente, a una parte della propria storia e identità, porsi simbolicamente in una posizione ancillare.
«Qualche sacrificio lo devi fare» dice la star nel video del 2003. Per Rachael Robnett, psicologa dell'Università del Nevada, il fatto che una donna rinunci al suo cognome ha che fare con il potere più che con il romanticismo. «La gente vede il prendere il cognome del marito come una simpatica tradizione. Ma c'è in gioco il potere. E il potere conta», dice. Conta soprattutto di questi tempi, con i diritti delle donne pericolosamente sotto attacco, e conta quando c'è, di fatto, uno squilibrio di potere. Ben Affleck farà come Brooklyn Beckham che ha aggiunto al suo cognome quello della moglie, Nicola Peltz? Questa è la vera domanda.












