Dopo i fasti dell'incoronazione e quelli del Trooping the Colour, andato in scena il 17 giugno al cospetto di tutta la famiglia reale britannica e di una nutrita folla di sudditi assiepati per le vie di Londra, per re Carlo è tempo di tornare a ritmi più sostenibili. I grandi eventi reali, almeno per quest'anno, sembrerebbero finiti: passerà del tempo prima di vedere il piccolo Louis, terzogenito di Kate e William del Galles, al centro della scena con le sue facce buffe com'è stato in queste due occasioni.

Della parata per il compleanno pubblico del sovrano, che, va detto, non ha bissato i numeri di quelli organizzati per la regina Elisabetta nei 70 anni del suo regno, sono rimaste foto iconiche (in particolare quelle di Kate Middleton), scatti irriverenti (quelli di Louis, ovviamente) ma anche un diffuso senso di delusione. A scatenare la frustrazione dei fan della monarchia è stato in particolare il saluto dal balcone di Buckingham Palace, che vede tutti i senior royals della famiglia, ovvero i reali che lavorano per la Corona, salutare la folla riunita davanti al palazzo. Quest'anno sul balcone ha regnato l'essenzialità: accanto a Carlo e Camilla c'erano i principi del Galles con i tre figli, i duchi di Edimburgo, il duca di Kent e i duchi di Gloucester, la principessa Anna e il marito sir Timothy Laurence. L'apparizione, come riportano le cronache dell'evento, è stata considerata all'unanimità «noiosa e prevedibile».

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Una visione d’insieme del saluto dal balcone di Buckingham palace con tutti i membri della famiglia reale coinvolti

La visione d'insieme dà l'idea delle ristrettezze di personale in cui versa oggi la monarchia: una scelta precisa di Carlo, che, a differenza della madre, ha scelto di non sovvenzionare con soldi privati o pubblici il lavoro dei parenti non del tutto (o affatto) dediti alla causa. Tagliati via i rami secchi come il principe Andrea di York e Harry e Meghan, che pare non siano stati invitati all'evento, al raduno sulla balconata non sono state ammesse neanche le principesse di York Beatrice ed Eugenia, per decenni ospiti della nonna sovrana pur non essendo senior royals. La critica mossa a Carlo è, però, quella di aver raschiato troppo: basteranno questi parenti ad alimentare la fitta rete di notizie, informazioni e gossip che circola intorno alla famiglia reale da sempre e che è l'essenza stessa della sua esistenza?

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Una foto di uno dei balconi affollati della regina Elisabetta, nel 2018

Basta guardare la foto di uno dei Trooping the Colour della regina Elisabetta per comprendere quanto l'evento, fino agli anni pre-pandemici, fosse aperto a tutti: parenti vicini e lontani con tanto di prole al seguito. La regina amava circondarsi della famiglia, anche quella non direttamente coinvolta nella Firm, ed è sempre stata indulgente nei confronti dei peccati e degli scivoloni dei membri della famiglia allargata più eclatante. E questo ha favorito, anche indirettamente, la narrazione intorno alla royal family che più piace: quella legata agli intrighi, le relazioni, i legami tra i membri del clan Windsor.

Carlo, invece, è più rigoroso: viene invitato solo chi veramente ha a cuore la causa. Tagliando via tutti coloro che non lavorano attivamente per la Corona britannica, accanto gli sono rimasti solo alcuni fedelissimi: i Galles, gli Edimburgo e la sorella Anna tra tutti. Ma davvero può bastare per alimentare la favola moderna della monarchia, in tempi in cui tanti la considerano anacronistica, costosa, inutile e antiquata? I fan dei Windsor non ne sono convinti.