Amica, figlia, madre. «La maternità è un viaggio. Ce ne sono di diverso tipo, di piacere, culturali, di apprendimento, improvvisati, zaino in spalla. Si va molto alla cieca e si improvvisa anche, perché nessuno ti consiglia dove fermarti a dormire no ti fornisce una mappa». Lo racconta Lodovica Comello, attrice, conduttrice e cantante ospite nelle giornate di #CosmoIAM alla Fabbrica del Vapore. «La mia identità e la consapevolezza della mia identità ha attraversato diverse fasi da quando ho avuto Teo. Mi sono chiesta: ma sono sempre io? Ma ho ancora un'identità solo mia? Sai, passi a un corpo a corpo a cui non sei preparato, ti senti usato da tuo figlio, sei completamente assorbita. Si tratta di un lavoro di recupero, ma alla fine si fa».

«Da ragazza avevo le idee chiare, sapevo cosa avrei voluto fare in futuro, sapevo che mi sarei dovuta guadagnare delle cose. Ho sempre avuto questa forte consapevolezza. E poi si sono solo allineati tutti gli altri». E sui consigli non richiesti, su cui si basa il tuo podcast L'Asciugona? «Bhe è iniziato tutto proprio quando ero incinta, ero al nono mese e ho sentito la necessità di condividere questo percorso interessantissimo per me, la gravidanza, wow, la natura, devo dirlo a tutti. Però, notavo che il confronto con gli altri era un po' strano. Erano tutti troppo interessati, tutti pensavano di sapere, erano invadenti».

Lodovica Comello è un’attrice, conduttrice radiofonica e televisiva, doppiatrice e cantante italiana. È diventata famosa al livello internazionale grazie alla telenovela argentina per gli adolescenti Violetta e per essere la conduttrice di Italia’s Got Talent.

Di maternità e lavoro, nuovi sogni e scoperte ha parlato con noi a #CosmoIAM, il censimento sulla generazione Z e sull'identità che dal 2 al 5 marzo 2023 ha visto le opere degli studenti provenienti dalle più prestigiose Accademie e Università italiane che hanno aderito al progetto, esposte in un contesto unico, la Fabbrica del Vapore, con il Patrocinio del Comune di Milano.

Più di 130 le creatività proposte ed esposte: dalla ricerca etimologica della parola Identità, per toccare con scatti il corpo, le cicatrici, la sessualità e/o sensualità, mettere in luce le paure e urlare una lotta – intestina e frenante – contro le aspettative. Abbiamo sentito poi urlare la spinta all’affermazione, seppur dentro una riconosciuta e in parte accettata fragilità del non comprendersi fino in fondo. C’è un altro tema ricorrente e dirompente, il cambiamento inteso come meta, quasi più che come percorso. Argomenti affrontati ogni giorno con talk e ospiti d'eccezione, per parlare di identità in divenire nel periodo delle scelte.